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parlamentari: tagliati i tagli

Author seasparrow 09/09/11 - 15:21
IPID: 690AEEA4CD
i parlamentari si tagliano i tagli:
salvo quasi del tutto lo stipendio dei professionisti-onorevoli

il maxi-emendamento del governo ha ridotto i tagli alle indennita'
dei parlamentari che svolgono anche altre professioni (per lo piu' avvocati)

il decreto varato l'11 agosto prevedeva che a senatori e deputati
che avessero proventi dalla loro attivita' professionale fosse tagliata del 50% lindennita'

ora ammontera' solo al 20%

http://www.gazzettino.it/articolo.php?id=162275&sez=ITALIA




Author MiraCeti 09/09/11 - 22:38
IPID: 4216141515
Aggiungiamoci anche questo...

Grazie alla legge Mosca in 40 mila ricevono lassegno senza aver versato contributi.
Tra i beneficiari Cossutta, Del Turco, Marini, DAntoni, Larizza, Occhetto, Napolitano

SINDACALISTI IN PENSIONE: TUTTI I PRIVILEGI

Grazie alla legge Mosca in 40 mila ricevono lassegno senza aver versato contributi. Nel 96 lUlivo ha introdotto per loro il doppio vitalizio. Un costo per lInps di 10 miliardi di euro


Fausto Carioti

Paradosso tutto italiano: a guidare le migliaia di pensionati e pensionandi che oggi attraverseranno le principali citt italiane per protestare contro la riforma della previdenza ci saranno i privilegiati che andranno (o sono gi andati) in pensione senza che per anni fosse stata versata una sola lira di contributi in loro favore.
Pensionati molto speciali, insomma, i cui assegni gravano o graveranno su chi la pensione se l' sudata sino all'ultimo spicciolo, tutto grazie a una legge risalente al 1974, che prende il nome da Giovanni Mosca, deputato socialista e, in precedenza, leader della Cgil.
II copione di quelli gi visti: la leggina" fu presentata come un provvedimento destinato a sanare la situazione di qualche centinaio di persone, che nei decenni successivi al dopoguerra avevano lavorato per sindacati o partiti politici pi o meno in nero, cio senza che a loro nome fossero stati versati all'Inps i contributi dovuti.
Bastava una semplice dichiarazione del rappresentante nazionale del sindacato o del partito e si potevano riscattare, al costo dei soli contributi figurativi, interi decenni di attivit, a partire dagli anni Cinquanta.
Piatto ricco, mi ci ficco; proroga dopo proroga (l'ultima scaduta nellaprile del 1980) la legge Mosca diventata un bastimento sul quale sono saliti quasi 40mila lavoratori - reali o presunti - di sindacati e partiti politici. Pensioni facili, facilissime. Che hanno procurato alle casse dell'Inps un aggravio valutato in 10 miliardi d euro.
Tra i beneficiari della legge Mosca, molti bei nomi della politica e del sindacato, gran parte dei quali ancora in attivit: Armando Cossutta, Achille Occhetto, Giorgio Napolitano, Sergio D'Antoni, Pietro Larizza, Franco Marini, Ottaviano del Turco, la scomparsa Nilde lotti.
Pensioni che si sono andate ad accumulare a sostanziosi vitalizi parlamentari o ad altri trattamenti previdenziali. Accanto a questi personaggi noti, un esercito di funzionari pi o meno oscuri.
Chi ricorso alla maxi-sanatoria previdenziale - perch di questo, in fin dei conti, si trattato -sono stati soprattutto il Pci e la Cgil.
Botteghe Oscure regolarizz la situazione di circa 8mila funzionari, mentre il sindacato rosso san le posizioni d ben 10mila dipendenti.
Ovviamente, come lecito attendersi in questi casi, molti ne hanno approfittato per farsi una pensione gratis senza averne diritto.
Le tante inchieste avviate dalle procure di mezza Italia tra il 1995 e il '96 portarono alla luce casi clamorosi, come quelli di funzionari che dichiaravano di aver iniziato a lavorare sin dalla tenera et di cinque anni, oppure quando il loro sindacato o il loro partito ancora non esistevano.
Non solo. Un'altra leggina, votata ai tempi dell'Ulivo, garantisce ad alcuni sindacalisti la possibilit di vedersi moltiplicare per due i contributi pensionistici e quindi, di fatto, di ottenere una pensione doppia.
Lo statuto dei lavoratori prevede che ai dipendenti in aspettativa per lo svolgimento di incarichi sindacali siano versati, a carico dell'Inps, i soliti contributi figurativi, calcolati sulla base dello stipendio non pi versato dall'azienda di provenienza.
Un decreto legislativo del '96, firmato dall'allora ministro del Lavoro Tiziano Treu, uomo vicino alla Cisl, revede per che i sindacalisti in aspettativa possano godere di un ulteriore versamento da parte del sindacato.
Lo stesso privilegio garantito ai sindacalisti distaccati: quelli, cio, che continuano a percepire lo stipendio dellazienda privata o dallente pubblico di provenienza pur lavorando esclusivamente per il sindacato.
In base agli ultimi dati disponibili, a godere di questo regime speciale di doppio contributo - in vista di una pensione moltiplicata per lo stesso fattore - sono 1.793 sindacalisti, dei quali ben 1.278 fanno capo alla Cgil.
Le pensioni non sono il solo caso in cui i sindacati e i loro rappresentanti si trovano a godere di regole sociale calibrate su misura. Alle organizzazioni sindacali, per citare l'esempio pi clamoroso, non si applica l'obbligo di reintegro previsto dall'articolo 18 dello statuto dei lavoratori.
In altre parole, i sindacati sono liberi di licenziare i loro dipendenti senza correre il rischio di doverli riassumere se un giudice dovesse decidere che il licenziamento avvenuto senza una giusta causa. Inutile ricordare che la Cgil e le altre sigle, in difesa di quell'articolo 18 che a loro non si applica, hanno scatenato una vera e propria guerra di religione.
Certo il testo datato, ma il contenuto ha contribuito ad ingrassare i soliti puritani, coloro i quali sostengono di essere dalla parte dei poveri, dei bisognosi, dei lavoratori.
E, se la matematica non unopinione, almeno, non ancora, tale regaluccio infiocchettato in red, ha indebolito le esauste casse dellINPS.
Mi sovviene un motto: la questione morale, o se preferite, il politicamente corretto.
Curioso di sapere che ne pensano i pensionati.Quelli veri, non quelli per grazia ricevuta.

MA...LA LEGGE NON E UGUALE PER TUTTI?
SI MA NON PER I COGL...................



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