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Grandi Donne: 1) Wangari Maathai

Author Lilith 11/02/10 - 17:42
IPID: B00C48F133
Lilith | last edit: Fri, 12 February, 2010 - 17:32 | total edit: 3
Ho deciso di realizzare un mio piccolo sogno: far conoscere alcune grandi donne che hanno contribuito a migliorare le condizioni di vita del loro popolo e dell'Umanità in generale.
Ogni giorno inserirò una breve scheda informativa.
Potrete aggiungere link, commenti e quant'altro vogliate.
Ovviamente ogni componente della com potrà aprire altri tread per commemorare donne di valore, donne simbolo anche poco conosciute, ma la cui opera è stata significativa.
Perché la giornata dell'8 marzo passi come occasione di riflessione su valori importanti e vissuti "al femminile" e non soltanto, come purtroppo sempre più spesso succede, come giornata goliardica in cui spendere bei soldoni per vedere uno spogliarello maschile...

Ed ecco la mia prima eroina: Wangari Maathai.

Africana, donna di grande bellezza e saggezza, ha vinto il Premio Nobel per la pace nel 2004, prima donna in Africa ad essere stata insignita da questo importante riconoscimento. Il premio le è stato assegnato con questa motivazione: <<"La pace nel mondo dipende dalla difesa dell'ambiente" ma anche per il suo operato nel campo dei diritti delle donne, perché il suo lavoro ha ispirato moltissimi altri attivisti, perché ha saputo conciliare la scienza e il lavoro democratico.>>

'Wangari Maathai' 'Wangari Maathai2'

Wangari Maathai ha due importanti primati: è stata la prima donna centrafricana a laurearsi in biologia presso l'università di Nairobi nel 1971 ed è anche la prima donna africana ad essere stata insignita da un premio Nobel.

Ha fondato un'associazione, il Green Belt Movement (il movimento della "cintura verde") che in Africa ha promosso la piantumazione di milioni di alberi per frenare l'erosione dei suoli e che ha promosso la cultura e lo sviluppo dei popoli africani partendo dal contributo e dall'opera delle donne.

Cliccando il link che seguirà potrete leggere un suo articolo dal titolo "L'Indipendenza del Kenia e la mia" http://www.universitadelledonne.it/wangari.htm

Se volete saperne di più collegatevi a:
1) wikipedia: http://it.wikipedia.org/wiki/Wangari_Maathai
2) Libera università delle donne: http://www.universitadelledonne.it/nobelpace.htm

Chi invece volesse accostarsi al suo pensiero potrà farlo attraverso il libro "Solo il vento mi piegherà", di Wangari Maathai, Ed. Sperling & Kupfer, collana "Diritti & Rovesci", di cui vi trascrivo la presentazione:

<<Quando, nell'ottobre 2004, Wangari Maathai riceve la notizia dell'assegnazione del premio Nobel per la Pace, decide di festeggiarlo nel modo migliore che conosca: piantando un albero. Attorniata da una folla di spettatori e giornalisti, scava la terra rossa e calda della valle dominata dal Monte Kenya e, commossa, vi depone una pianticella. Negli oltre trent'anni di lotta incessante in difesa dell'ambiente e della democrazia, gli alberi sono sempre stati la sua fonte d'ispirazione: da loro ha imparato che, per quanto si tenti di distruggerle, una volta che giustizia e verità hanno messo radici nel cuore di un popolo germoglieranno per sempre; come gli alberi, ha attinto forza e nutrimento dalla sua terra, restandovi ben piantata, ma allo stesso tempo è riuscita a svettare verso il cielo, diventando un esempio di speranza e coraggio per il mondo intero. Ripercorrendo gli ultimi cinquant' anni della storia del Kenya, Wangari Maathai racconta in questa autobiografia una vita di battaglie pubbliche e private: l'infanzia in un villaggio, gli studi negli Stati Uniti dell'era Kennedy, il rientro in Africa all'indomani dell'indipendenza, la fondazione del Green Belt Movement - che arriverà a piantare oltre trenta milioni di alberi -, i numerosi riconoscimenti internazionali. Ma anche la discriminazione etnica e sessuale, la fine della carriera all'Università di Nairobi, il divorzio, gli anni bui del governo autoritario di Daniel arap Moi, le minacce di morte, il carcere.>>




«La parte preparatoria dei rimorsi, di solito, e' abbastanza piacevole.» (Marcello Marchesi)

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