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We want sex

Author Lilith 13/12/10 - 01:20
IPID: 54D29ED402
Lilith | last edit: Mon, 13 December, 2010 - 01:22 | total edit: 1
Stasera ho visto "We want sex": storia vera, ambientata alla fine degli anni '60 a Londra dove un manipolo sparuto di operaie della Ford, divisione britannica, mise in ginocchio l'industria automobilistica rivendicando un salario equo e paritario a quello degli operai di sesso maschile. A quel tempo alle operaie non veniva riconosciuta specializzazione e guadagnavano un salario dimezzato rispetto agli uomini. La protesta parte dalla rivendicazione del diritto ad essere considerate "specialiste" nelle loro mansioni e si dilata fino alla richiesta, per quei tempi ancora inconcepibile, di ottenere un salario pari a quello degli uomini. Nonostante minacce e ricatti da parte dello staff dirigente e degli stessi sindacati che, di fatto, temevano che cavalcare questa protesta significasse correre il rischio di annullare altre trattative (riguardanti la componente maschile) il quel momento in corso.
Le operaie tengono duro e in modo compatto arrivano sino alla convocazione fatta dal ministro dell'economia (o del lavoro? non ho compreso bene) una donna che, assolutamente convinta del diritto per cui si stava combattendo in quel momento, e convinta che non potevano essere gli interessi strettamente economici e produttivi a fermare il corso del progresso civile, si schiera al fianco delle operaie aiutandole ad ottenere un notevole incremento sullo stipendio ed avviando una battaglia epocale in parlamento dove, nel 1970, ottiene il riconoscimento del diritto alle pari opportunit salariali tra uomini e donne: battaglia che poi si estesa agli altri paesi e che ha costretto la Ford ad evolversi ed a ripensare al proprio ruolo contrattuale con le operaie, al punto che ancora oggi il modello imprenditoriale additato ad esempio positivo nella condizione di dialogo tra azienda e componente lavoratrice.

Fatto bene, ben recitato, agile, dinamico, con un ritmo brioso e per nulla pesante o difficile da sostenere. Dialoghi fluenti e tanta positivit che da spazio alla speranza ed alla voglia di non arrendersi quando una lotta e giusta e rivendica un diritto essenziale (e non un privilegio).

il regista lo stesso di "L'erba di Grace".

Da vedere assolutamente!

ecco il trailer: http://www.youtube.com/watch?v=eSI4XARGWCU



'we want sex'
In Sicilia, lavorare e sfottere sono attivit che stancano. Meglio farle a pancia piena...

Author persefone persefone 13/12/10 - 12:22
IPID: 2772B1BF40
Anche a me piaciuto: una ventata di speranza malgrado la dura realt.

Unico disappunto il titolo: in lingua originale "Made in Dughenam", in italiano, invece, abbiamo dovuto metterci "sex"...mah...
Sono Donna Summer nel corpo di Ave Ninchi

Author Lilith 13/12/10 - 21:17
IPID: 41C200364C
...siamo alle solite, Persefone. In italia reputano la gente cos idiota da pensare che se c' qualche frase ammiccante che richiama al sesso si aumenti il numero dei potenziali spettatori.

Evidentemente funziona, se no non si ostinerebbero a continuare su questa strategia del c...

In Sicilia, lavorare e sfottere sono attivit che stancano. Meglio farle a pancia piena...

Author helios helios 15/12/10 - 20:18
IPID: 4CC6E97462
Visto e piaciuto. In effetti, vedendo il film si capisce da dove deriva il titolo, ovvero da uno striscione male arrotolato, ma pur vero che il marketing cinematografico in Italia spesso a senso unico. Sigh!
Vox clamantis in deserto...

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