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coccole culinarie

Author franco132 27/12/04 - 01:19
IPID: 0EB5261CA3
Ciao,
riguardo alla tua domanda direi che sono un esigenza,personalamente preferisco un buon ristorante con l'atmosfera giusta (candele o no)alle cenette in casa....purtroppo questo tipo di locali sono sempre tra i piu' cari.

Ma torno a ripetere che ogni tanto sono una vera e propria esigenza per uscire dalla routine ed in special modo per chi come me mangia ,durante la settimana lavorativa,in modo sbrigativo e senza molta gioa per il cibo.

Author marcello-lib 27/12/04 - 15:39
IPID: AE2EDED4D9
Io ho come l'impressione che al di la del fatto che raccogliersi per categorie ed acronimi, i FA esistano, le FFA un po meno...

ahi ahi ahi, siamo messi male.
Ma... dico.... dove lo trovate uno più bello di me? (R. Benigni)

Author TrallTheFAng 28/12/04 - 09:33
IPID: 992063E944
R: raccogliersi in categorie o meno....
Io ho come l'impressione che al di la del fatto che raccogliersi per categorie ed acronimi, i FA esistano, le FFA un po meno...

ahi ahi ahi, siamo messi male.


R:Io credo che non tutti sappiano di tali categorie,solo chi entra a
contatto con questa realtà va in contro all esistenza di cotali
categorie,esempio...se una donna che ama i "ciossi" i cosidetti uomini in carne non è detto che si definisca FFA perchè non sa che esiste tale categoria...se tu pensi che siamo messi male allora puoi tenerti stretto l'acronimo.....che sempre male la vedrai....

[&o[]>]o]
Io sono la Zanna e tu la Preda..

Author marcello-lib 04/01/05 - 00:40
IPID: AE2EDED4D9
Non ne faccio una questione di acronimi. Secondo me siam messi male a prescindere da quelli...

E scusami per il ritardo.
Ma... dico.... dove lo trovate uno più bello di me? (R. Benigni)

Author ^Mia^ 09/01/05 - 19:37
IPID: E183AC9605
Le FFA
Parlare di FFA è sempre ostico e difficile.
Non ci sono studi, ricerche o censimenti in proposito.
Non c'è un "mercato" e quando, purtroppo, nella società odierna non fai mercato, non esisti.
Posso solo dire la mia sulla questione.
Numericamente sono di certo meno dei loro corrispondenti maschili, ma ci sono.
Molte non sanno di esserlo, direi la maggior parte.
Alcune lo scoprono precocemente, alcune da adulte, alcune anche nella maturità.
Molte lo sono, ma preferiscono non dirlo per non essere giudicate, etichettate e schedate senza possibilità di recesso.
La cosa che sembra farle desistere è che, se hanno avuto o hanno partner magri, loro non sono FFA.
Io ho avuto uomini di tutte le taglie, e mi sono trovata bene con ognuno di loro, questo però non vuol dire che io non sia FFA.
Ho incontrato parecchie "codarde", e me ne dispiaccio; chiaramente però ognuno è libero di affrontarla come vuole e come può.
Poche lo confessano e, quando lo dicono, le reazioni altrui sono tra le più imprevedibili.
All'estero le FFA sono più aperte, consapevoli e tranquille riguardo i loro gusti in materia di uomini.
La prima volta che ho letto qualcosa sul tema è stato "Tutto Grasso che Vola", Elogio all'Opulenza di Richard Klein, Ed. Feltrinelli.
Mi sono scoperta FFA quando le FFA erano esclusivamente sul versante lesbico; le FFA etero, come me, sono una "scoperta" relativamente nuova e più "di nicchia".
Le FFA lesbiche sono unite in organizzazioni, riviste, siti etc un pò come i Bears mentre le FFA etero solo in pochissimi siti e gruppi amatoriali tutti di matrice anglossassone.
Quest'ultime, alla fine, sono "lupe solitarie" un pò come i loro complementari BHM etero (che siano Bears o no).
Posso parlare della mia esperienza, cioè quella di prima FFA dichiarata nel sito e ai meeting; in superficie l'opinione pubblica mostra stupore, imbarazzo, anche un certo timore nascosto, ma per fortuna non mi è stato fatto tanto pesare, oppure, probabilmente, io ero serena e non ho notato discriminazioni di sorta.
Debbo dire di essermi sempre trovata meglio a parlare della mia FFA con gli uomini che con le donne: spesso le donne sono poco chiare, nebulose, contraddittorie, gli uomini FA (e non) sono molto tranquilli, diretti e senza contorti, velati e incoffessati pregiudizi in materia.

"Ogni parola è un pensiero;non si può dire lo stesso di ogni frase"(S.T.Lec)

Author marcello-lib 10/01/05 - 17:15
IPID: AE2EDED4D9
Cara Mia, purtroppo la "nebulosità" sta sia da una parte che dall'altra. Dal canto mio ho visto tanti uomini e donne affascinati da individui di sesso opposto che si facevano un sacco di scrupoli e di paranoie su come sarebbero stati considerati qualora si fossero messi in gioco uscendo allo scoperto. Io non mi creo il problema di essere FA o non esserlo. Anche io come te ho avuto due ragazze, una grassa ed una magra. E non posso dire con quale sono stato meglio se non in base a considerazioni caratteriali che esulano completamente dal peso.
Ricordo ancora come sono stato guardato strano dai miei colleguzzi quando dissi che secondo me una nostra collega era una bellissima ragazza.
Ma come quella li? -mi dicevano- Ma non vedi che ha un culo che sembra una casa?
Saràò stata anche tanta, era indubbio, ma di fatto per mera ed è tutt'ora una bellissima ragazza.
Mi fanno ridere quelle bbw, ma anche i bhm, che non si accorgono di essere dall'altra parte della barricata e si comportano come il resto del mondo assumendo atteggiamenti e comportamenti dei quali loro stesse/i hanno vissuto sulla pelle gli effetti.
Mi pare strano che una persona che sia stata rifiutata per il suo aspetto fisico si diverta a prendere in giro un'altra per lo stesso motivo magari facendola soffrire. Ci si aspetterebbe un minimo di sensibilità da quel punto di vista.
Con questo non dico che uno si deve far piacere quello che non gli va a genio comunque solo per malintese questioni di solidarietà. Ma almeno dovrebbe esere un po più attento/a per la possibile suscettibilità delle persone.
Trovo addirittura grottesco che una bbw o anche nu bhm tenga un atteggiamento di scherno. Eppure capita. Molte donne in carne (In alcuni casi, "molto" ben in carne) non si sono affannate più di tanto e mi hanno dato del "ciccione" prendendomi in giro e non si trattava di uno scherzo. La battuta di spirito tra amici ci sta pure, ma non era quello il caso.
Poi ovviamente se uno risponde male ti dicono pure che rosiki o che sei acido/a vero? Cose che capitano purtroppo ci hanno anche affibbiato l'ingrato compito di compensare con una overdose di simpatia e di filosofia in più per compensare una "mancanza" e dico mancanza non perché io la veda in questo modo, ma perché sono gli altri ad imporcela. Avremmo in certi casi invece anche noi il sacrosanto diritto di arrabbiarci di fare gli antipatici e non avere peli sulla lingua senza poi doverci sentire in colpa per non essere stati adeguati nemmeno dal punto di vista caratteriale.
Ahi noi di strada da fare ce n'è ancora tanta. Sento dirmi che all'estero le cose sono ben diverse, ma sarà poi vero? Onestamente faccio un po di fatica a crederlo in un mondo che tende alla omologazione anche dal punto di vista delle idee e degli stili di vita.
Ma... dico.... dove lo trovate uno più bello di me? (R. Benigni)

Author samyra 11/01/05 - 07:01
IPID: C5FC2EBD40
Io non so se definirmi una FFA o meno. In realtà non amo molto nè le sigle, nè classificarmi. Vero è che sono sicuramente più attratta da un uomo "in carne" ed alto, che da uno "secco" e basso. Non so, mi affascinano di più. Mi danno maggior sicurezza, senso di protezione...e poi mi piace toccare la carne, non le ossa.
Ti ricordi Giulia, al meeting di Bologna di 2 anni fa circa, quando ci siamo conosciute, la prima cosa che ti ho detto..."abbiamo qualcosa in comune, noi due...stessi gusti in fatto di uomini!" e giù a ridere ed a scherzare..."ma sì, meglio toccare la ciccetta! Un bell'omone è sicuramente meglio di un omino..." e così via
E questo tranquillamente davanti a tutti...chi se ne frega? Non capisco proprio come si possa nascondere una cosa del genere. Io la trovo estremamente naturale.
Questione di gusti, caspita.
C'è a chi piace il biondo, a chi il moro. Chi lo vuole rasato e chi capellone. E così via.
Ma siamo sempre lì, la questione è nel modo di intendere la diversità. Io mi sento sì diversa, ma di certo non (solo) per il mio fisico. Il mondo è bello perchè vario, accettarsi ed accettare gli altri è segno di intelligenza, ed apertura mentale. Al giorno d'oggi dovrebbe essere tutto molto più facile, ma purtroppo non è così, per certi versi siamo ancora come nel Medioevo.
E vabbè, problemi loro no? Io vivo bene il mio modo di essere, e non critico quello altrui, questo è l'importante. Dovremmo imparare a farlo tutti.
E' facile criticare, giudicare. Facilissimo.
Il difficile sta nell'avere il coraggio di esprimere le proprie, vere, idee.
Ah, per tornare all'argomento originario...
Adoro le coccole culinarie, anche se ultimamente devo limitarle, almeno per quanto mi concerne...sto a dieta
Ed in effetti, concordo con quanto afferma Franco132, preferisco un buon ristorante con un'atmosfera adatta ad una cena casalinga.
Al limite, se per coccole culinarie si intende anche giocare col cibo in "certe" situazioni
beh, quella è una cosa diversa, preferisco ovviamente a casa
Vale sempre la pena di fare una domanda, non sempre vale la pena di dare una risposta...

Author dealo 12/01/05 - 04:51
IPID: EA173A7C8B
Da morire dal ridere...FA, FFA ma di cosa cxxxo state parlando? Omoni pelosi che danno sicurezza....!!!
A me piacciono le donne in carne e basta. Per questo mi sono iscritto a questo sito, per conoscerne qualcuna.
La vostra sembra una speculazione filosofica..."sembra"...
La verità è che la grossezza quella patologica è un vero problema, altro che ostentare la propria fisicità.
Buonanotte

Author ^Mia^ 12/01/05 - 23:14
IPID: F87BB4978C
Ciao Dealo,
il mio intervento non voleva certo essere "filosofico" ma più di attualità e di informazione, semmai.
Direi un confronto sul panorama internettiano (e non) su un fenomeni che, innegabilmente, esistono.
A me piacciono gli uomini corpulenti, ne ho incontrato uno qui che mi piace moltissimo di fisico, di cervello, che amo immensamente e con cui sto per avere un figlio :)
Non sono affezionata agli acronimi per nulla ma, per spicciarsi e per capirci, sono utili: il mio è un uso puramente strumentale, non ghettizzo nessuno.
Per quanto riguarda la patologia del grasso, esiste, ed è un problema molto serio, credo che nessuno di chi ha scritto qui sottovaluti e c'è anche l'apposito canale "Come stai?" che ne tratta ampliamente.
Ci sono modi di essere sovrappeso (e qui ne converrai con me) che sono del tutto sani e nella norma, mentre i media (e la cultura "media") lo demonizzano e lo umiliano ingiustificatamente per creare mere occasioni di mercato (fitness, diete, chirurgia etc...)sulla pelle della gente.
Ti piacciono le donne in carne, giusto?
Quindi anche tu condividerai questa ambivalenza del "sì al grasso ma... quanto e quale grasso perchè non sia patologico?"
Se dovessi trovare ed innamorarti di una donna in carne che rischia la patologia, per te non sarebbe più così pacifico concludere "mi piaciono le donne in carne e punto" ;)
Risolvi con semplicità e superficialità la questione.
Ostentare la propria fisicità non credo sia qualcosa di negativo, comunque uno sia.
Non mi dirai che non è patologica una società che ora nemmeno magra si accetta, ma solo magra nei "punti giusti" devastando e distorcendo il corpo con una chirurgia plastica sempre più presente ed invasiva.
Non si vuole ingrassare, non si vuole invecchiare, la mente strumentalizza il corpo come fosse un oggetto "altro da Sè".
Questo è un comportamento dissociativo pericoloso quanto il grasso patologico.
Ci sono tantissime persone belle e sane che non necessitano di questi interventi, eppure l'uso che se ne fa è sempre più comune e frequente anche nelle giovanissime.
Se le questioni che hai trattato tu in poche righe fossero davvero così sintetiche e monolitiche da risolvere, di sicuro non saremmo qui a confrontare le nostre esperienze e lo stesso sito, nella sua complessità, non esisterebbe.
Dove cercheresti donne in carne da frequentare?
ciao :)

"Ogni parola è un pensiero;non si può dire lo stesso di ogni frase"(S.T.Lec)

Author marcello-lib 13/01/05 - 15:58
IPID: AE2EDED4D9
Si potrebbe dire che in realtà la pubblicità ci dice tutto ed il contrario di tutto.
Se si guarda il portafoglio dell'offerta pubblicitaria ci si renderà conto che un buon 40% del mercato pubblicitario è diretto verso i generi alimentari con punte del 50-60% in periodo particolari come quello Natalizio appena passato. Tutto il resto se ne va per la tecnologia di consumo e in questo a fare la parte del leone negli ultimi anni sono i gestori di servizi di telefonia mobile.
Si sa che il consumo alimentare non adeguato allo stile di vita che uno conduce fa ingrassare, a maggior ragione nella misura che viene propagandata. Un conto è zappare la terra per 10 ore al giorno altro è stare dietro ad una scrivania, a scrivere carte, o a leggere per lo stesso tempo. In tutto questo, sempre secondo la pubblicità, dovremmo essere agili scattanti sempre in forma ed in perfetta salute come ci inducono a pensare, il che sarebbe una palese menzogna a meno che nostra vita non si dividesse tutti i giorni tra la tavola e la palestra (o in alcuni casi meglio la zappa ;) sottoponendoci una serie di esercizi sfiancanti per bilanciare le entrate e le uscite del nostro metabolismo. Non resterebbe più tempo per la vita sociale per la famiglia e forse nemmeno per lo studio e per il lavoro.
Allora ecco che qualcuno ci viene in aiuto portandoci a scegliere alimenti leggeri e già bilanciati (da qualcun altro con competenze nutrizionistiche di cui non sapremo mai l'entità) magari anche senza sacrificare il gusto. Oppure sui canali locali giù con le pubblicita delle palestre delle scuole di danza per unire l'utile al dilettevole e per i più maniaci della forma fisica i centri di fitness e di benessere. Insomma tutto e subito senza fare rinunce né farsi vincere dalla depressione e dai morsi della fame. Ovviamente tutto in modo molto enfatizzato per non dire menzognero. Del resto la pubblicità serve per piazzare sul mercato o una serie di cose scontate oppure perfettamente inutili quando non dannose alla salute o all'ambiente. C'è ovviamente della schizofrenia in tutto questo modello e del resto non poteva essere diversamente. Da un lato veniamo spinti verso al condizione della patologia dall'altro spinti a prenderne i rimedi. TUtto passa con molta ipocrisia, come il decente decreto attuativo sulla elgge antifumo. DIcono che vogliono ridurre l'incidenza sulle spese sanitarie delle cure anticancro, ma cio' di certo non lo si fa spostando i fumatori al freddo e al gelo.
La pubblicità non mostra un mondo in modo sistemico, ma semplicemente una serie di circostanze parziali del tutto scoordinate quando non palesemente in contrasto perché semplicemente ciascuno tira acqua al proprio mulino. Il fine ultimo è attirare clienti all'acquisto delle merci e sviluppare un certo grado di fedeltà al marchio. Veniamo stimolati a consumare oltre le nostre reali necessità.
In conclusione nessuno qui dice che il grasso non sia una condizione patologica. La condizione di patologico poi dipende dal fisico di ciascuno, dal proprio background metabolico, non ci sono seoglie valide per tutti. Io sono stato messo a regime controllato dal medico senza nemmeno aspettare di arrivare al quintale tondo e a tutt'oggi c'è una disputa tra qualcuno del sito per stabilire se sno BHM oppure solo "plump". Disputa oziosissima chiaramente!
Noi qui non facciamo l'esaltazione del grasso fine a se stesso, né siamo inconsapevoli delle possibili conseguenze. Strano però che non si parli mai dei rischi della magrezza eccessiva (tranne che quando si arriva all'estremo dell'anoressia e cmq sempre in termini assai confusi). Alcuni di noi lo vivono bene altri meno bene, qualcuno molto male. Ma in ogni caso l'unica cosa che rivendichiamo è la nostra presenza sociale senza discriminazioni fatte con la bilancia. Rivendichiamo il diritto ad essere persone vive e vitali, senza doverci nascondere, senza che qualcuno si diverta con noi facendoci soffrire, rivendichiamo la consistenza dei nostri sentimenti, la nostra capiacità di amare e farci amare
Non è detto che ci si debba amare a tutti i costi, se colete odiateci pure, ma almeno con un buon motivo. Odiateci per quello che abbiamo in testa, oppure se siamo stati cattivi e scorretti e non per varie ed eventuali eccedenze sull'addome.
Infine rivendichiamo anche il non dover essere simpatici, dolci e coccolosi a tutti i costi per farci accettare come persone, secondo vecchi e stereotipati cliché per i quali dovremmo compensare l'assenza di bellezza con una overdose di simpatia. La simpatia uno ce l'ha o non ce l'ha e di certo non se la può fare da solo per fare piacere agli altri.
Ma... dico.... dove lo trovate uno più bello di me? (R. Benigni)

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