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BHM, Beethoven Handsome Man (Amato Immortale!)

Author Mammola 13/02/02 - 12:37
IPID: 119A85C6C2
Pochi incarnano meglio, nella musica, lo spirito della FFA.
Il Destino che bussa alla porta nel capolavoro della Nona, il celeberrimo Inno alla Gioia che in verit era intitolato Inno alla Libert...
Grosso, scuro, collerico, tarchiato, sordo, butterato, ferito dalla gente e dal mondo, Ludwig combatt tutta la sua esistenza con i fantasmi di un'infanzia violata e violenta; i poveri genitori alcolizzati lo fustigarono perch non era un bimbo prodigio alla Mozart e con le loro tare ereditarie lo fecero ammalare da adulto di sordit. Amori perduti e mancati. Ideali bonapartisti conseguiti con tenacia ed infranti miseramente.
La sua tempra fisica e psicologica nelle avversit fu proverbiale.
La forza, la grandezza, la potenza delle sue composizioni hanno allargato e rivoluzionato la coscienza della musica occidentale e non solo; ha traghettata La Musa a poderose bracciate dal classicismo al romanticismo con il possente slancio eroico verso l'Assoluto che caratterizzer tutte le espressioni artistiche del XIX sec. e del cui profondo influsso risentiamo ancor oggi.
Paradossale ed ironico che sia stato un bhm a contribuire in modo cos determinante alla nascita del movimento romantico; esso coltiver l'ideale fisico etereo, verticale, sottile, slanciato, fino ai giorni nostri, con varianti-degenerazioni spesso nel sentimentale, mieloso e stucchevole.
Nella musica di Beethoven colpisce la vertiginosa, potente e cangiante monumentalit; suo , s, lo slancio verticale, ma di grande, violenta, corposa energia vitale protesa e proiettata verso l'Infinito.
Non di sicuro l'esile figura fisica del bravo Gary Oldman nel film romanzato "Amata Immortale" (di Bernard Rose) a ridarci intatto il burrascoso, introverso ardore dell'indole del compositore, quanto la sua recitazione struggente ed inquieta che c'entra senz'indugio il bersaglio.
Consigliato per le musiche dirette da Sir Solti, la fotografia, l'intreccio commovente e sorprendente con colpo di scena...
Chi , dunque l' Amata Immortale?

Author Glauco 09/12/03 - 10:06
IPID: 7DE644D37B
Io sono un grande estimatore di Beethoven.
La sua musica è potente, in qualsiasi senso e in ogni contesto!


Glà
...non si vive di solo pane...

Author Korsmakolnikov 25/05/05 - 02:56
IPID: 2363109E80
Anche se è antico questo post rispondo lo stesso!
posso solo dire che la sua capcità di interiorizzare la musica al punto da non avere più bisogno di orecchie, è l'obbiettivo ultimo della vita di ogni musicista. Scendere ad una tale intimità con la musica da sentirla nella testa è di per sè straordinario, senza contare la qualità della sua musica.
Gli indiani dicono che "un grande musicista suona il suo strumento come se fosse la sua voce" proprio per spiegare come il livello più alto di maestria è rappresentato dalla fusione del musicista con lo strumento. Il grande Ludwig poi si è fuso nel cervello la complicata struttura dell'orchestra sinfonica. Alla fine non credo che altri compositori più blasonati avrebbero potuto fare altrettanto con un così grave handicap.
Io penso che la sua musica sia così potente proprio perchè lui ha avuto questa vita di m.... insomma si sente quanto è incavolato. Questa rabbia alla fine lo rende molto moderno, visto che più tardi la musica è diventata un modo per esternare emozioni e per protestare. Ancora oggi c'è tanta musica arrabbiata (sebbene ce ne sia anche tanta di plastica e tanta all'acqua di rose come allora). Credo che per questo lui sopravviverà agli altri compositori suoi pari, perchè la sua musica era più personale che tecnica. Esprimendo se stesso l'ha resa più umana e quindi si valuta con lo stesso metro indipendentemente dal secolo in cui si è nati.
Come le opere dei Shakespeare, alla fine parlano di uomini e donne (più di uomini come al solito), sono sempre buone. La divina commedia invece è troppo teocentrica per godersela veramente. La commedia rimarrà come opera storica ma io scommetto che sia Ludwig che Shakespeare rimarranno in circolazione ancora per parecchi secoli.
E' uno strascico del grande conflitto tra antropocentrismo e teocentrismo che ha influenzato l'europa negli ultimi mille anni. Ci abbiamo messo mille anni ha decidere quale ideologia sceglere. Anche se Dante dal suo punto di vista medioevale non poteva fare diversamente, secondo me Ludwig o Shakespeare erano quanto meno all'avanguardia per i loro rispettivi tempi e ambiti; intenzionalmente o meno.
a volte la magia funziona e a volte invece no...

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