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Bugie, Maledette Bugie, e Scienza Medica

Author abbidubbi abbidubbi 07/02/11 - 13:30
IPID: CF4E27EBA3
Gran parte delle conclusioni alle quali arrivano i ricercatori nei loro studi sono spesso esagerate, fuorvianti, o addirittura completamente false. Perch allora i dottori, in buona parte, determinano le loro pratiche terapeutiche da questa disinformazione? Il dr. John Ioannidis si impegnato nel dimostrare i ragionamenti errati o non scientifici di molti dei suoi colleghi.

Traduzione dell'articolo "Lies, Damned Lies, and Medical Science", di David H. Freedman.




Nel 2001 in Grecia si sparsero voci secondo le quali venivano diagnosticate finte appendiciti ai poveri immigrati albanesi per poter aumentare il numero di interventi effettuati negli ospedali. Una neolaureata, Athina Tatsioni, stava discutendo di queste voci con dei dei colleghi nel policlinico dell'universit di Ioannina, ed un professore, sentendo la conversazione, le chiese se fosse disposta a provare la loro veridicit, e la sfid nell'impresa. Lei accett la sfida...

continua...
Io sto mentendo. (Eubulide, V secolo a.C.)

Author Mikim 07/02/11 - 14:21
IPID: 82E0D496F4
Pienamente d'accordo sul fatto che le case farmaceutiche si fanno sempre pi furbe... da quelle che ti raccontano come il loro prodotto XY sia mooolto meglio del precedente (guarda caso, di una casa concorrente) esibendo dei grafici estremamente convincenti, salvo poi vedere che il grafico si basa su uno studio condotto su 20 pazienti (estremamente efficace, direi)... a quelle che si fanno la guerra sui 5 centesimi di meno del concorrente...
e intanto abbiamo sul mercato miliardi di farmaci anti- ipertensivi per ogni "classe", antinfiammatori a secchiate, ma sulla ricerca per le malattie rare si continua a tagliare.

Spesso vero che viziata la domanda, non la risposta, ma a volte proprio un problema di mentalit, non di menzogna. Ti faccio un esempio.
Sono un medico, sto facendo la specializzazione in medicina del lavoro e in questo periodo stiamo visitando il personale del policlinico in cui lavoro; marted scorso vedevamo le cartelle dei visitati nelle ultime due settimane con il primario, per la conclusione: 30 pazienti, di cui 22 donne, e tra queste 20 infermiere assegnate a diversi reparti.
Di queste, 16 hanno problemi alla tiroide, fanno la terapia sostitutiva o son state operate alla tiroide.
Domanda del prof: "come mai tra le infermiere c' un'incidenza cos alta di tireopatie?"
Noi l a pensare, a cercare le conclusioni pi strane... i turni, lavoro con certi farmaci... poi ci ha chiarito il mistero: semplicemente, in Sardegna in media 7- 8 donne su 10 soffrono di disturbi autoimmuni alla tiroide.
La "popolazione" che avevamo sottomano non faceva che ripetere la distribuzione statistica... per, se la guardi dal punto di vista sbagliato, facile portare avanti la ricerca che conclude alla fine che "tra le infermiere sarde c' una altissima incidenza di malattie della tiroide".

E non sempre malafede!
Il bravo medico ricercatore tiene conto anche di questo.
Il medico che non si preoccupa di queste cose, che non capisce, che non approfondisce, decide di sperimentare nuove terapie nel paziente che aveva risposto benissimo a quelle vecchie, perch la ricerca deve andare avanti (e la casa farmaceutica ti paga una quota del prossimo convegno).
*Miki*

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