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autismo post-vaccinale... cosa ne sappiamo?

Author abbidubbi abbidubbi 01/03/11 - 15:46
IPID: CF4E27EBA3
forse un po' OT (ma dobbiamo trattare solo argomenti ciccia-correlati? no, vero?) ma quest'articolo lo farei leggere OBBLIGATORIAMENTE a tutti i genitori in procinto di vaccinare i propri bimbi.



Angeli in trappola
di Teresa Tranfaglia

Autismo: un “male” ancora non chiaro di cui sono evidenti i sintomi ma non ben definite le cause. Il termine indica una sindrome grave, che colpisce migliaia di bambini e si manifesta con esordi clamorosi in taluni casi, più spesso, invece, la sintomatologia è subdola.
Dal punto di vista scientifico le ipotesi eziopatologiche sono molteplici e, a volte, contraddittorie. Recenti studi dimostrano che l’autismo comporta nei piccoli oltre ai disturbi comportamentali anche alterazioni biochimiche, intossicazioni virali, intossicazioni da metalli pesanti che determinano il dissesto di vari sistemi: immunitario, gastroenterico, endocrino, ormonale, neurologico ecc.. Per questo la terminologia più corretta ed esplicativa della patologia in questione può divenire: “sindrome encefalica acquisita della mielina da mercurialismo, per insulto virale tossinico, con colite e autoanticorpi” [Montinari 2002].

Approfondendo l’eziologia “tossinica” possiamo scoprire molti aspetti chiarificatori.
“Vi siete mai chiesti come fanno gli scienziati a produrre animali con malattie autoimmuni, così da sperimentare, sulla patologia indotta, l’efficacia sintomatologica dei farmaci ?
Ebbene, il modello sperimentale per le condizioni artritiche in conigli consiste nel sottoporre gli animali a vaccinazioni ripetute; lo stesso vale per una serie di sindromi autoimmuni prodotte in animali di laboratorio; esse sono affidate a un arsenale di “adiuvanti” (batteri uccisi, mercurio, alluminio), vaccini e altre sostanze da iniettare nella cavia. Volete mettere l’organismo in uno stato di iper-attivazione immunitaria? Sottoponete l’organismo a una serie di inoculazioni di materiale antigenico. La presenza direttamente nel sangue di tossoidi e batteri uccisi è un evento di una pericolosità che l’organismo ben conosce; infatti nelle malattie infettive (morbillo, rosolia ecc.) c’è, da parte dell’organismo, una fase di preparazione della immunità locale, poi dell’immunità dei macrofagi del sangue, poi dell’immunità cellulare e umorale che dura circa 10 giorni (incubazione), e, solo dopo queste essenziali fasi, il virus passa nel sangue. Con la vaccinazione invece andiamo a creare proprio le condizioni che l’organismo accuratamente evita: immettere cioè direttamente nel sangue tossoidi e materiale virale che possono attaccare direttamente cervello, intestino, tiroide, cuore e altri organi vitali”. [L. Acerra 2002]

Si spiega, così, perché Zecca e collaboratori [1998] hanno segnalato che i livelli di anticorpi di rosolia e morbillo in bambini diagnosticati autistici erano del 300% superiori a quelli normali. Questi livelli elevati di anticorpi possono essere interpretati come un’attivazione cronica del sistema immunitario contro un’ infezione subclinica. [M. Montinari 2002]
“Nelle vaccinazioni infantili riscontriamo quattro situazioni diverse che, andando a sommarsi, rappresentano un cocktail esplosivo:
1) per natura il bambino da due mesi a due anni è in uno stato di minore difesa
contro eventuali attacchi virali;
2) il vaccino crea un periodo di alcuni giorni di pronunciata immunosoppressione;
3) il vaccino a virus attenuato consiste in un virus indebolito che è somministrato proprio per produrre un certo grado di sfida all’organismo medio, immunologicamente sano. A volte questi virus sono tripli, cioè più virus vengono contemporaneamente iniettati;
4) uno degli effetti della vaccinazione è di aumentare la permeabilità intestinale ed ematoencefalica, con la conseguenza di favorire il passaggio virale ai tessuti periferici. Nel primo anno di età è stato dimostrato che molti virus restano nell’organismo in modo asintomatico. Pass [1981] ha dimostrato che l’infezione da herpes virus era asintomatica in 25 su 27 bambini infetti”. [M. Montinari 2002].
Da ciò può nascere la considerazione che non viene opportunamente tutelata la salute del bambino, perché non vengono applicati i metodi preventivi cautelativi per comprendere, davvero, in quale condizione immunitaria si trovano i piccoli soggetti da vaccinare.

I metodi per una necessaria prevenzione cautelativa potrebbero essere:
a) rimandare le vaccinazioni alla scadenza del secondo anno di età;
b) eseguire l’esame “delle sottopopolazioni linfocitarie” o tipizzazione linfocitaria, previo emocromo, per stabilire, con un’accettabile precisione, eventuali deficit o scompensi immunitari del bambino;
c) eseguire l’estrazione DNA tipizzazione genomica HLA di I e II classe (A, B, C, e DR, DQ) in bassa risoluzione, che predice le eventuali patologie che l’insulto vaccinico potrebbe provocare nelle persone geneticamente predisposte e con i deficit relativi al punto b.
Quando non vengono prese le opportune misure cautelative, il momento della vaccinazione diventa per molti piccoli soggetti una lotteria, e purtroppo, per alcuni il premio finale risulta l’incontro con un improvviso “fantasma maligno” (es. autismo), per qualcuno persino il “trapasso”.

E’ risaputo che dove giunge questo “fantasma maligno” stravolge, come un uragano, la vita delle famiglie.
Famiglie che spesso restano “sole”, abbandonate anche dai parenti più stretti, famiglie che si chiedono perché hanno meritato una tale sorte; famiglie che restano nella confusione, nel rimorso o addirittura nella vergogna per anni, in quanto pensano di essere le dirette ed uniche responsabili di tale male; genitori che si dannano, perché sono stati convinti, da questo o quel luminare, che la patologia del figlio è determinata da uno squilibrio incurabile della psiche, insorto, magari, dopo un litigio “quella notte” con la/il consorte, o forse dovuto all’alterazione di un momento finita con un ceffone al piccolo durante l’ennesima nottata di veglia e disperazione.
Troppi genitori, persuasi che l’unico motivo della terribile realtà che vivono sia una di queste ragioni, si riducono ad una esistenza avvolta nel sudario del dolore, e, quel che è peggio, si chiudono nella rassegnazione, riluttanti ad ogni nuova informazione scientifica, e quindi, anche alla ricerca di altre possibilità d’intervento .
Autismo: termine costituito da “aut”, dall’inglese “out” che si traduce “fuori” e “ismo” che ne indicherebbe la patologia. Unendo le due radici otteniamo letteralmente “fuorismo”.
Gettando un’occhiata cinica e superficiale a tale termine dovremmo concludere che esso indica soggetti che sono “fuori”, soggetti che vivono “fuori” dalla nostra realtà, e troppo spesso considerati esseri che vegetano ”fuori” dal nostro “sapere”; concretizzando e raffinando il cinismo, perché non definirli addirittura “cose fuori posto”?

E se non fosse così?
E se la verità fosse un’altra?
Credo sia giunto il momento di far vacillare certe “errate” certezze alzando gli occhi alla ricerca, ai dati scientifici, agli studi e alle testimonianze che si levano, grazie a Dio, da più parti nel nostro paese e in tutto il pianeta!
In un articolo apparso su Panorama del 4-12- 03 :
veniamo a sapere che una bimba di 4 anni sarebbe divenuta autistica a causa di un vaccino sperimentale!
L’ASL si difende: “non era un vaccino sperimentale!”
Personalmente sono in perfetto accordo con l’ASL; infatti non è necessario che il vaccino sia “sperimentale” affinché si possa sviluppare una sindrome autistica, basta semplicemente che sia un vaccino, somministrato alla persona sana ma in condizioni “immunitarie”e “genetiche” non adeguate per riceverlo, quindi praticato alla persona sbagliata e nel momento sbagliato!

Con esami preventivi che rilevano le condizioni immunitarie e genetiche della persona si potrebbe sfuggire al rischio di subire danni enormi e capire, in giusto anticipo, se è il caso o no di praticare il vaccino (sentenza n. 258 del 1994 della Corte Costituzionale; sentenza della Corte Costituzionale n. 307 del 22-6-90 che richiama alla responsabilità personale il medico secondo l’ art. Codice Civile 2043).
Ludovica Cantarutti nel libro Le parole del silenzio, Edizioni del Leone, racconta la storia dell’autismo post-vaccinale di sua figlia Scilla che fu colpita dalla sindrome in maniera così grave da essere definita dai luminari di turno: “una cosa”.
Scilla grazie alle amorevoli cure della madre e della sorella Ilaria, impegnate per anni nel praticarle la tecnica della comunicazione facilitata è migliorata in modo incredibile e ha scritto la seconda parte del libro .

A riprova di ciò l’estratto della conferenza del 22 aprile 1998 tenuta a Bologna dalla dott.ssa Bruna Dozzo, psicologa dell’Associazione AGOR di Verona, documenta:
“più si stimolano tutte le altre funzioni più le aree problematiche hanno la possibilità di funzionare meglio. NON perché si generino nuove cellule nervose, ma perchè le cellule presenti ma inattive si attivino e creino nuove sinapsi.
I dati emersi dall’esperienza riabilitativa su un centinaio di bambini autistici sono:
- diminuzione o scomparsa dell’iperattività;
- diminuzione o scomparsa dell’autostimolazione;
- diminuzione o scomparsa dei disturbi di percezione;
- reazioni comportamentali adeguate alle situazioni;
- miglioramento significativo della comprensione valutato attraverso l’uso della
“comunicazione facilitata”;
- miglioramento significativo della coordinazione. “ [ Dozzo 1998]

Questi innocenti figli, specie quando superano l’adolescenza senza aver sviluppato alcuna forma minima di linguaggio, sono di frequente considerati, dalla maggior parte della società, “pesi irrecuperabili”. Li vediamo spesso vagare nei corridoi delle scuole con l’insegnante di sostegno che “arrampicandosi sugli specchi” cerca di trascorrere al meglio la giornata, sempre con il telefonino tra le mani pronta a chiamare a casa laddove un pianto o un urlo più incisivi possano creare problemi. Questi figli invece potrebbero prendere parte attiva alla vita scolastica se accanto a loro ci fosse un esperto in “comunicazione facilitata”, finirebbe il vagare per i corridoi, l’inventarsi la giornata e sboccerebbe da “quell’essere, imprigionato in un barattolo sigillato da un tappo maligno”, un’energia meravigliosa, ricca di emozioni, di informazioni, di considerazioni, finalmente incanalate nei sentieri della vita sociale.(“La comunicazione facilitata”- Biklen, 1992.)

Il dott. Delacato individua tre tipi di disturbi nella percezione sensoriale del bambino autistico: iposensibilità, ipersensibilità, rumore bianco. Inoltre ipotizza che le stereotipie del bambino autistico scaturiscono da disfunzioni percettive del “sistema sensoriale”. Egli ritiene che i comportamenti ripetitivi sono tentativi che il soggetto opera per normalizzare le vie sensoriali “alterate”. Il metodo Delacato mira a risolvere le alterazioni sensoriali attraverso una corretta e guidata esperienza sensoriale. I risultati: appena i canali sensoriali vengono rieducati e quindi normalizzati, cessa il comportamento ripetitivo e l’attenzione del bambino aumenta e si rivolge al mondo esterno.
Ancor meglio a questi “angeli” potrebbero essere applicate, soprattutto nei primi anni di vita, tecniche metodologiche precoci atte a risolvere i problemi sia comportamentali che cognitivi e in particolare a sviluppare il linguaggio.
In proposito il dott. Massimo Borghese, foniatra (autore di Autismo e linguaggio, Edizioni Culturali Internazionali, Roma, 2003) oltre ad inquadrare e valutare dal punto di vista medico il disturbo autistico, attraverso la terapia logopedica precoce avvia il bambino alle strategie comunicative preferendo e privilegiando il linguaggio. La tecnica applicata riesce a dare notevoli e stabili risultati nei soggetti trattati.
Confortante è ciò che egli stesso scrive nel suo libro in merito alle applicazioni terapeutiche per i bambini autistici: “esigenze che ritengo dover identificare nel raggiungimento della verbalità, delle autonomie fondamentali, di comportamenti sociali compatibili con una normale vita di relazione, con le possibilità di aver una carriera scolastica normale e, successivamente, un inserimento lavorativo nella società.”

Per i più curiosi, nonché coraggiosi, l'articolo continua qui




Io sto mentendo. (Eubulide, V secolo a.C.)

Author Mikim 01/03/11 - 19:39
IPID: C8A1653ADA
Di nuovo... un po' di verità, un po' di modi di dire che nessuno ha mai confermato, anzi che per gli addetti ai lavori sono quasi barzellette, un po' di gioco sulle paure più comuni.
Gli effetti indesiderati legati alle vaccinazioni ci sono, ma in percentuale estremamente inferiore rispetto agli effetti delle malattie stesse. E l'autismo è sempre esistito, ben prima dell'avvento delle vaccinazioni.
Non si può convincere nessuno con le parole, lo so bene visto che ho un cugino autistico e la sorella ora non vuole vaccinare la sua bambina per via di questi modi di dire...
ma a me è bastato vedere un ragazzo di 18 anni regredire alle capacità cognitive di un neonato, per via di una "encefalite post- virale" da morbillo, e poi spegnersi in pochi mesi, per desiderare di proteggere eventuali figli da tutto quel che si può.
E quando sostituisco pediatri, son la prima a sconsigliare l'anti- influenzale per i bambini non a rischio... ma certe vaccinazioni servono.
*Miki*

Author valenet81 02/03/11 - 09:00
IPID: C3E2EE63B0
io personalmente sono molto contraria ai vaccini in prima persona per me stessa, ma anche per mia figlia....
quando fece la prima vaccinazione obbligatoria a 2 mesi e mezzo successivamente ebbe un forte febbrone e smise di bere il latte dal seno cosa che fino al giorno prima faceva tranquillamente ed era il suo unico sostentamento....
quindi credo che proprio bene i vaccini non facciano....

Author abbidubbi abbidubbi 02/03/11 - 11:46
IPID: CF4E27EBA3
abbidubbi | last edit: Wed, 02 March, 2011 - 12:07 | total edit: 1
Mikim
Di nuovo... un po' di verità, un po' di modi di dire che nessuno ha mai confermato, anzi che per gli addetti ai lavori sono quasi barzellette, un po' di gioco sulle paure più comuni.



"modi di dire"? eccoti una lista di "quasi barzellette" che "nessuno ha mai confermato", ovvero una bibliografia parziale di studi ed evidenze di danni da vaccino:

Letteratura medica: reazioni avverse ai vaccini:

Vaccini, leucemia e linfomi


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"Tumori maligni come complicazione ritardata di vaccinazioni", Arch Derm, Vol 98, 1968

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Allergie e reazioni anafilattiche a vaccini

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Manca qualche altro organo?

Cuore

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Vaccini e Polmoni

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Vaccini e Fegato

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(L'antiepatite B é data per proteggere il fegato dalla malatita, giusto? Ebbene causa anche danni al fegato!)

Vaccini ed Occhi

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Mikim
E l'autismo è sempre esistito, ben prima dell'avvento delle vaccinazioni.



davvero? saresti in grado di segnalarmi anche UN SOLO CASO documentato di diagnosi di autismo precedente al 1930? link? fonti? (prima che ti inerpichi a scalare liscissimi specchi, ti rispondo io: NO, NON PUOI ESSERE IN GRADO PERCHE' NON ESISTONO CASI DI AUTISMO PRIMA DEL 1930, anno in cui, magguardaunpo' che curiosa coincidenza, negli usa iniziarono i primi programmi di vaccinazione di massa)



Mikim
... ma certe vaccinazioni servono.

Hai ragione. Certe vaccinazioni servono, bisognerebbe capire A CHI.
Io sto mentendo. (Eubulide, V secolo a.C.)

Author vetro 06/03/11 - 23:22
IPID: 8F10A74059
abbidubbi
davvero? saresti in grado di segnalarmi anche UN SOLO CASO documentato di diagnosi di autismo precedente al 1930? link? fonti? (prima che ti inerpichi a scalare liscissimi specchi, ti rispondo io: NO, NON PUOI ESSERE IN GRADO PERCHE' NON ESISTONO CASI DI AUTISMO PRIMA DEL 1930, anno in cui, magguardaunpo' che curiosa coincidenza, negli usa iniziarono i primi programmi di vaccinazione di massa)




un vaccino non andrebbe mai fatto senza precedenti scrupolosi accertamenti, questo si dovrebbe capire...comunque il primo caso ben documentato di autismo è quello di Hugh Blair di Borgue, nel 1747.

bisogna dunque trovare il giusto equilibrio tra la fede indiscussa e demonizzazionea priori.


vetro

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