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Latte materno no, vaccini si?

Author abbidubbi abbidubbi 23/01/12 - 12:56
IPID: 0C8F65EDCE
articolo di Filippo Ongaro preso qui.


Alcuni ricercatori del Center for Disease Control (CDC) negli Stati Uniti, si sono chiesti come mai alcuni vaccini risultino meno efficaci nel dare una risposta immunitaria nei bambini dei paesi poveri e in via di sviluppo rispetto a quelli nati in paesi industrializzati. Il colpevole di questo ridotto effetto pare essere il latte materno a cui sono maggiormente esposti i bambini poveri. Esso infatti ricco di sostanze capaci di modulare il sistema immunitario e quindi di alterare lazione del vaccino. Fino a qui potrebbe sembrare uno dei tanti studi che confermano come nel neonato il latte materno abbia fondamentali propriet di rafforzamento del sistema immunitario grazie in particolare allalta concentrazione di immunoglobuline e di lattoferrina. Invece no. I ricercatori si spingono in un improbabile quanto stupefacente suggerimento: per rendere il vaccino pi efficace necessario considerare di ridurre o sospendere lassunzione di latte materno, ci raccontano. Dovremmo insomma allontanare il neonato da quel seno traditore e smettere una volta per tutte di credere che il latte materno sia cos indispensabile. Oggi ci sono altri e pi potenti metodi per proteggere i nostri neonati!
Mi domando se questi ricercatori pensano davvero che qualcuno ascolti un consiglio del genere. Tenetevi stretti quei piccoli e, se potete, allattateli a lungo non solo per potenziare il loro sistema immunitario ma anche la loro anima.


la ricerca folle sta qui




Io sto mentendo. (Eubulide, V secolo a.C.)

Author Kendra 17/02/12 - 13:32
IPID: BE5062FE7D
Non ho parole. Non sanno pi cosa inventarsi per far profitto. Saranno d'accordo con Plasmon & simili....
Vivi ogni giorno come se fosse l'ultimo...

Author Laurence1205 21/03/12 - 17:21
IPID: 1AD9D055AF
Semai avevi ancora un certo credito, gli ultimi dubbi sugli objettivi delle ricerche medicali allopatiche vengono tolti via grazie a queste conclusioni. Grazie dell informazione e di farla circolare..
Una ex-mamma allatante felice di esserlo !
Lo

Author abbidubbi abbidubbi 22/03/12 - 13:00
IPID: 0C8F65EDCE
se volete vedere quanto sia profonda la tana del bianconiglio* cliccate qui

*l'avidit e il marciume di certa medicina ufficiale
Io sto mentendo. (Eubulide, V secolo a.C.)

Author Laurence1205 22/03/12 - 22:36
IPID: 1AD9D055AF
forte la video americana...!!! da vedere assolutamente completa. Lo

Author Mikim 22/03/12 - 23:43
IPID: E8A7B9EA28
...che cagata di video. Ovvero, come prendere dei dati e rigirarli, nascondendo i fatti e riportandoli per met per sostenere la propria tesi.
Lungi da me l'ipotesi di osannare le case farmaceutiche, fanno tante cagate, ma da qui a questi video... sono disgustata.
Usate il cervello... ma davvero.
*Miki*

Author abbidubbi abbidubbi 23/03/12 - 01:54
IPID: 0EB5261CA3
Mikim
...che cagata di video. Ovvero, come prendere dei dati e rigirarli, nascondendo i fatti e riportandoli per met per sostenere la propria tesi.
Lungi da me l'ipotesi di osannare le case farmaceutiche, fanno tante cagate, ma da qui a questi video... sono disgustata.
Usate il cervello... ma davvero.



io invece sono disgustato da chi antepone il profitto all'etica, alla deontologia, al buon senso.

in ogni caso non molto elegante lanciare accuse senza uno straccio di argomentazione. riesci a confutare qualche dato espresso nel video con fonti verificabili? faresti cosa gradita, visto che non sono proprio tra quelli che si bevono tutto per oro colato. a forza di andare a verificare uno unisce puntini... e se non irrimediabilmente ingenuo o diversamente intelligente, qualche idea se la fa...

Io sto mentendo. (Eubulide, V secolo a.C.)

Author Mikim 23/03/12 - 08:13
IPID: E8A7B9EA28
1) Perch aumentata l'incidenza di cancro?
- Perch si muore meno di malattie infettive, per cui c' "molta meno selezione all'ingresso", se capisci cosa intendo.

- Perch la vita media si allungata (dal dopoguerra, l'aspettativa di vita aumentata di circa 30 anni, non certo poco) e questo lascia pi tempo al corpo per sviluppare la neoplasia (le cellule tumorali, che non sono altro che cellule con qualche piccolo difetto nel DNA, esistono in quasi tutti noi. Pi tempo hanno a disposizione, pi probabile che di replicazione in replicazione il difetto accresca, diventando una spinta alla replicazione incontrollata, e pi tempo hanno a disposizione, pi probabile che riescano a superare la barriera del sistema immunitario che le tiene a bada).

- Perch la scienza ha fatto 1 + 1, e con questo intendo proprio un calcolo elementare: la maggior parte della gente muore per tumori al polmone (che un discorso a parte, sinch la gente continuer a fumare), al seno, alla prostata ed al colon retto. Potenziamo allora la ricerca nel tentativo di individuare per tempo e bloccare sul nascere questi tumori, con buona pace dei tumori meno frequenti che spesso verranno individuati in fase pi avanzata.
E quindi spesso si operano tumori alla prostata composti da una piccolissima manciata di cellule, o si va a levare un solo quadrante di un seno, su pazienti che non hanno la minima sintomatologia e si sentono "malati" all'improvviso, senza alcun sintomo; precipitano cos di botto nella malattia tumorale, anche se il tumore solo iniziale e lasciato al suo corso avrebbe dato segno di se a distanza di anni -riducendo le statistiche, certo, e riempiendo la persona in questione di metastasi.

- Perch l'inquinamento aumentato, in maniera mostruosa. E quindi respiriamo una serie di schifezze, beviamo acque contaminate, mangiamo carne ormonata, verdure chimicizzate. E anche a voler essere il pi "bio" possibile, dovremmo anche smettere di usare l'auto, smettere di usare qualsiasi cosa esca da una fabbrica -soprattutto quelle cinesi, che se ne fregano altamente di etica ed ambiente- e anche cos, molto bello che lo faccia io, ma poi i miei 16.999 compaesani se ne fregano, e io sono fregata ugualmente - mi becco il loro inquinamento- e pure mazziata - una vita a cucirmi gli abiti, a intagliarmi le posate nel legno, senza pc e cellulare e tv e libri... wow, che prospettiva.


2) Il paziente alimenta un'enorme macchina dei soldi: il medico oncologo, ahim, uno dei pochi che lavorer sempre.
Epper, il medico oncologo lavora solo in ospedale. Non esistono oncologi privati, nessun oncologo lavorer nel suo studio. Dipendono tutti da un comparto che ha tot posti a disposizione, non che si possano moltiplicare le assunzioni... un reparto viene gestito da pochi medici, e tu nuovo specialista puoi continuare a fare lo schiavo gratis (e lo fai, spessissimo, anche per anni).
Ora, secondo te i giovani medici son cos rincoglioniti da scannarsi per fare una specializzazione che apre zero prospettive di libera professione e scarsissime prospettive di assunzione a breve termine? Oppure seguono una passione, una inclinazione professionale, o magari un sogno che hanno sviluppato vedendo un loro caro trattato da medici?
E' il reparto pi pesante, per tutti gli operatori sanitari. E' il reparto con maggior incidenza di burn out e di depressione, e non un caso. Perch nessuno una macchina, e con tutto il distacco professionale che ti imponi, non riesci a non affezionarti ai tuoi pazienti, pur sapendo che difficilmente tra un mese saranno ancora tutti l.
Inserire questi medici, questi infermieri, questi OS in una definizione cos cruda, che suggerisce l'intento di far soldi, umiliante, e offensivo. "La macchina ha bisogno dei suoi pazienti per sopravvivere, tanto quanto loro hanno bisogno di essa": questa frase mi ha veramente disgustato, tanto che ho bloccato il video e mi son dovuta costringere ad andare avanti nell'ascolto.

3) La parte su aerei, comunicazioni, satelliti un piacevole siparietto, molto adatto al link che appare in sovrimpressione (luogocomune.net), perch mette a confronto gli studi su macchine, freddi materiali, e quelli su persone, corpi viventi, sempre diversi, che reagiscono in maniera diversa ad ogni stimolo, rendendo pi difficile la ricerca; e soprattutto faccio un modello di aereo, lo sperimento, non vola... ok fanculo, lo butto e ci lavoro ancora.
Formulo una teoria su una nuova cura, la sperimento sugli umani, non funziona. Ops, le persone muoiono. Ops, son persone che se avessero avuto accesso ai farmaci tradizionali (da cui io li ho tenuti lontanti per non invalidare la mia sperimentazione) sarebbero vive. Mass, mi son sbagliato, fanculo, butto il mio nuovo farmaco e ci lavoro ancora su.
NO, NON FUNZIONA COSI'. E questo fa allungare - e tanto- i tempi della ricerca.

4) non commento la parte relativa alla "teoria ufficiale": ci sono delle piccole imprecisioni, da cui si capisce che non c' un medico dietro la diffusione del video, ma nemmeno qualcuno che abbia preparato un esame di biologia o di patologia, ma tutto sommato la teoria quella. E si, la parte iniziale uguale a 50 anni fa, perch gi 50 anni fa si era afferrata l'essenza del tumore.
Capirne l'essenza non ci rende capaci di curarlo, per cui si stanno cercando altri sistemi, tra cui le ricerche genetiche.
E strano, il sogno della casa farmaceutica una terapia ad personam?
Una terapia mirata sul MIO danno genico , per definizione, unica ed irripetibile. Costa un botto di soldi svilupparla, verr utilizzata da ME e basta. Utilissima, per la casa farmaceutica. Guadagner un sacco di soldi, eh.
Altro che questi farmaci ad ampio spettro, uguali per tutti, che vengono prodotti in larga scala e utilizzati un po' per tutti.

Come dire che i capi unici, o comunque in edizione limitata, costano tanto per cui convengono alla fabbrica che li produce molto pi della tiratura illimitata che ha una popolazione di vendita ubiquitaria. Ma per favore.

5) Ah, a proposito: i tumori sono la prima causa di morte se prendiamo le statistiche e le leggiamo come vogliamo.
Ti spiego: l'incidenza terribile di una persona su tre che muore di tumore, un dato numerico riferito all'intera esistenza di tutti gli individui sulla terra in un dato moderno, ma distribuita sommando il rischio anno per anno.
Ma se prendiamo l'incidenza ANNUA (ovvero: in questo anno, tot persone moriranno di tumore), la prima causa di morte sono gli incidenti stradali. Eppure quanti sono i coglioni che ancora non usano la cintura di sicurezza, corrono come disperati, si divertono a fare i fighi con sorpassi azzardati?

6) Si, vero, la radio e la chemioterapia possono dare complicanze.
La radio brucia i tessuti intorno, esattamente lo scopo per cui viene fatta quando curativa: sterilizzare da eventuali cellule tumorali residue. E ovviamente brucia anche i tessuti sani, per cui prima di farla i medici radiologi praticano un bilancio costo- beneficio, non costo economico ma costo per la salute del paziente.
La chemio fatta da farmaci che "sterminano" le cellule ad alto ciclo di replicazione: per cui ci vanno di mezzo le cellule del sangue, le cellule del gusto, pelle e capelli.
Non un sistema perfetto, lo sappiamo. Per l'unico che al momento abbiamo in mano.
Il secondo tumore una possibilit concreta, purtroppo.
Eppure ti vorrei parlare di una paziente trattata a 16 anni per un linfoma, a 28 anni per un tumore della tiroide, a 40 per tumore al seno. Probabilmente i tumori a tiroide e seno non si sarebbero sviluppati cos presto, o magari non si sarebbero sviluppati affatto, senza la chemio + radio che ha praticato a 16 anni.
Anzi, sicuramente, visto che lei non sarebbe sopravvissuta al linfoma. Per cui la scelta : muoio ora, o vado incontro alla possibilit di un secondo tumore? Io so cosa sceglierei io.
Tra l'altro, il secondo tumore molto pi frequente nei bambini. In un adulto, che magari viene trattato per tumore a 45- 50 anni, molto pi difficile un secondo tumore, per una semplice questione di tempi, in quanto ogni tumore ha un suo tempo di latenza, e per una questione di metabolismo cellulare, essendo quello dei bimbi molto pi veloce -nel bene e nel male- di quello di un adulto.
Nei bambini, c' un rischio di riammalare di tumore dalle 5 alle 20 volte pi alto della popolazione generale.
A Cagliari, su 432 bambini trattati per tumore, OTTO -8- hanno sviluppato un secondo tumore. OTTO. (dati del 2008, ma oggi siamo l).

Secondo la tua teoria -la teoria di questo video, almeno- non si dovrebbero praticare radio e chemio, sono dannose e aumentano il rischio di danni. Quella povera bimba del video non riusciva pi a fare i compiti!!!! Ahh, i danni delle cure tradizionali. Certo, la bambina ancora viva, ma son dettagli, mettiamo l'accento sul suo non riuscire a fare i compiti.

Dillo tu ai genitori di Diego, di Ilaria, di Valentina, di Jacopo, di Roberto, di Alice, di Mauro, di Camilla, e di tutti i miei bimbi dell'oncologia pediatrica. Dillo tu ai genitori di Rebecca, che ancora adesso a due anni di distanza rimpiangono la diagnosi tardiva ed il fatto che il tumore della loro bimba di 10 mesi non abbia risposto alle cure.
Dillo tu ai genitori di Simona, che hanno voluto provare la cura omeopatica prima della chemio, e hanno visto una splendida ragazza di 17 anni spegnersi in pochi mesi.

Mi fermo qui nel commento, devo andare al lavoro. Se avr la voglia e la forza di sentirmi di nuovo gli altri 3 video, continuer il papiro in un secondo momento, ma credo sia evidente gi da ora la mia posizione.
Questi sono video divulgativi, creati da gente che veramente ha le bacche al posto del cervello, come chi afferma che il virus dell'HIV non esiste.
Le case farmaceutiche hanno TANTE colpe, non lo metto in dubbio.
Ma sinch si insiste a mettere l'accento su FALSE colpe, nel tentativo di consolarsi per la morte di una persona cara, nel tentativo di suscitare sensazione, nel tentativo di sponsorizzare un rimedio alternativo -valido coadiuvante, non certo alternativo- si perder credibilit in tutti i campi, rendendo ridicole anche le accuse reali che si potrebbero muovere.


*Miki*

Author abbidubbi abbidubbi 23/03/12 - 12:44
IPID: 0C8F65EDCE
@Mikim

non sei riuscita a confutare un solo dato espresso dal documentario, hai scritto un bel papiello che a casa mia si chiama fuffa o anche il nulla liscio.
pensavo fossi in grado di dimostrare che i vari hamer, gerson, caisse etc etc fossero dei cialtroni/stregoni... ma hai solo confermato la colpevole e dolosa cecit dei protocolli cosiddetti ufficiali. cecit ostinata e reiterata nello sprezzante e costante rifiuto di sperimentare seriamente tutti quei metodi che in qualche modo minacciano l'enorme flusso di denari generato dalle cure "tradizionali".

non hai speso una sola parola sulla non brevettabilit delle sostanze naturali, vera causa di questo sfacelo umano e potentissimo freno a ricerche che non si fanno perch "non rendono". ricordo agli astanti che un ciclo di cisplatino costa 8000 euro mentre una cura nutrizionale costa 0 (zero) euro. i risultati delle due cure pendono clamorosamente a favore della cura nutrizionale ma gli introiti sono leggermente differenti.

ora una nota personale:

ho iniziato a interessarmi di queste cose dopo che un mio amico al quale era stato diagnosticato un tumore "dormiente" (non progrediva, non regrediva) al colon, probabile conseguenza di una forma non severa del morbo di crohn, mor dopo la seconda seduta di chemio "preventiva". non bastarono gli effetti devastanti della prima seduta ad indirizzare i medici su altre strade. si era appena ripreso dagli spaventosi effetti collaterali del primo ciclo ma i medici optarono per il secondo ciclo, ammazzandolo definitivamente.
in poche parole il mio amico mor per la cura, non per la malattia.
ma a questa conclusione sono arrivato solo dopo essermi ciucciato non dico l'intero scibile sulle statistiche morti/guarigioni ma quasi.


ora vorrei fare un po' di chiarezza circa le statistiche "ufficiali". lo far con l'aiuto di uno studio pubblicato una decina d'anni fa, a cura di alberto mondini, dall'eloquente titolo "kankropoli - la mafia del cancro", scaricabile qui.

ne copio-incollo lo stralcio relativo alla vergognosa manipolazione delle statistiche.

LE STATISTICHE TRUCCATE


Come si possono conciliare i "brillanti risultati della terapie antitumorali" ed i "notevoli progressi compiuti dalla ricerca" con i dati che continuano ad indicare un aumento dei numeri di decessi per cancro?

Dopo questo caleidoscopio di notizie, di dati, di ricerche, di scoperte, per poterci avviare ad una prima conclusione, dobbiamo prima di tutto esaminare la situazione REALE delle terapie per tumori.
Secondo l'oncologia ufficiale le possibilit di guarire oggi dal cancro sono almeno del 50 per cento, contro il 20 per cento del 1930. "Un tumore su due oggi curabile", La Stampa TuttoScienze, 12-4-1995 (in realt questo solo un esempio, siffatte affermazioni potete trovarle su qualsiasi quotidiano, o sentirle al primo dibattito televisivo).

Il primo dato da chiarire che, ufficialmente, viene considerato caso di cancro curato quello in cui il paziente sopravvive almeno cinque anni dalla prima diagnosi. Pensate: una persona si ammala di tumore, gli propinano tutte le cure e, attraverso lunghi periodi di sofferenze, muore cinque anni ed un giorno pi tardi. Evviva! stato un grande successo della medicina!

Il secondo dato, che dovrebbe saltare immediatamente agli occhi di chiunque, che nel 1930 non esistevano tutti i sofisticati mezzi di diagnosi e le campagne di sensibilizzazione alla diagnosi precoce; pertanto il cancro veniva scoperto tardivamente e cos il tempo fra la diagnosi e il decesso era breve, se non brevissimo. Oggi invece, proprio perch la diagnosi avviene in tempi molto pi precoci, la morte arriva logicamente pi tardi!

Vediamo ora come viene calcolato questo famoso 50%. Esaminiamo il caso del tumore al polmone, che rappresenta da solo circa il 25% delle morti di cancro. In Italia, su circa 40.000 casi l'anno, una mortalit del 50% entro i cinque anni dovrebbe significare circa 20.000 morti; nei fatti i decessi sono circa 36.000 (a meno che i ricercatori usino una matematica diversa da quella dei comuni mortali, la percentuale del 90%). "E quando una patologia ha una mortalit del 90% evidente che la cura inefficace. Si dice e si legge, in alcuni testi, che la chemio avrebbe un certo grado di efficacia in una delle due grandi classi in cui sono divisi i carcinomi polmonari, nel carcinoma a piccole cellule o microcitoma. L'altro, quello a non piccole cellule, chiaramente non responsivo alla chemio o alla radio terapia.

Se si vanno a vedere gli studi controllati sull'efficacia della terapia medica nel carcinoma a piccole cellule, abbiamo una sopravvivenza del 9 per cento a due anni dalla diagnosi, che per diventa del 4 per cento a cinque anni." Il Giornale - Inchiesta sul cancro n 9.

"Il 50 per cento di cui parlano gli oncologi non effettivamente la met del numero dei malati di tumore, come si indotti a credere, ma la media delle varie percentuali di "guarigione" dei diversi tipi di cancro. Per capirci, si somma per esempio, l'87 per cento di guarigione del cancro del testicolo con il 10-12 per cento di quella del polmone e si fa la media delle percentuali di guarigione, non calcolando che i malati di carcinoma del testicolo, in Italia, per fortuna sono solo 2.000 l'anno, mentre le persone che si ammalano di tumore al polmone ogni anno sono attorno a 40.000!" Il Giornale - Inchiesta sul cancro n 1.

Nella realt ogni 100 persone che si ammalano di cancro, 61 sono destinate a morire entro 5 anni dalla diagnosi.

Vediamo altri metodi matematici per calcolare le percentuale di guarigione, cos come sono riportate dal Comunicato Andromeda n. 51 /1998 intitolato L'ARMA CHIMICA. - Quello che non vi hanno mai raccontato della chemioterapia: gli effetti collaterali, il gioco di prestigio delle statistiche, il business.

Ogni dimissione ospedaliera risulta una guarigione "Se una persona viene dimessa dall'ospedale si dice che in remissione. Quando ritorna viene curata e viene dimessa un'altra volta. Se ogni dimissione viene considerata come un dato positivo, i conti aumentano. E siccome non si pu morire pi di una volta, se un individuo stato dimesso 9 volte ed morto una volta sola si avr un 90% di guarigione e il 10% di mortalit. La fortuna dei medici che si muore una volta sola (da un'intervista a Di Bella, gennaio 1998, sullo speciale "Di Bella - La sua cura contro il cancro" in abbonamento con Il Resto del Carlino, Il Giorno, La Nazione).

Solo un periodo limitato di tempo considerato ai fini della casistica: quello della chemioterapia. I parametri sui quali viene costruita la casistica di sopravvivenza, sono costruiti in base all'efficacia dei farmaci. Per efficacia della chemioterapia si intende la riduzione o la scomparsa della massa neoplastica e la riduzione almeno del 50% delle metastasi eventualmente presenti.

Dopo sei cicli convenzionali di chemioterapia, che dura circa sei mesi, si pu ottenere anche la scomparsa della massa neoplastica. Il paziente risulta cos "guarito". Se a distanza di altri sei mesi compaiono metastasi, cio se il tumore riesplode e in modo non controllabile, quella stessa persona figurer come un nuovo paziente, perch "quello di prima" risulta guarito. Le casistiche non seguono il paziente, ma restano nell'ospedale

Un altro esempio di come si costruisce la casistica il seguente: un paziente viene dimesso dopo un ciclo di chemio da un ospedale e risulta guarito. A distanza di un anno si presentano delle metastasi: a questo punto, per le pi svariate ragioni, non torna a farsi curare nello stesso ospedale, ma in un altro. Risulter un nuovo caso. Quello precedente ha avuto esito favorevole: guarito.

Alla luce di questi dati, che valore possono avere le statistiche che ci vengono propinate ogni volta che la "ricerca" batte cassa? Provate a chiedere le statistiche di sopravvivenza a dieci o quindici anni. Non le "mollano" cos facilmente. Noi ci abbiamo provato. Le abbiamo chieste anche alla Prof.ssa Silvestrini, illustre ricercatrice all'Istituto Nazionale Tumori di Milano. Contattata per un'intervista, che ci ha rifiutato perch "non si fida dei giornalisti", ci ha negato la possibilit di vederle, dicendo che se si venisse a sapere che "ho dato queste statistiche ad un'associazione che cura con metodi naturali, mi caccerebbero dall'Istituto". Ma i dati sulla salute pubblica non dovrebbero essere pubblici, visto che oltretutto sono il risultato delle ricerche finanziate dai soldi pubblici?

La falsificazione non viene perpetrata solo sulle statistiche, ma anche sulla ricerca vera e propria. Nel 1926 il Prof. J. A. Grib Fibiger vinse il premio Nobel per aver scoperto il bacillo che provoca il cancro: la spinoptera carcinoma. In seguito si scopr che era soltanto una colossale bufala! (La Mafia Sanitaria ed. ATRA/AG STG)

Quante scoperte o promesse di scoperte di oggi saranno le bufale di domani?

Il quotidiano torinese (La Stampa TuttoScienze, 4-12-1996, pag. 1) parla di "bugie in laboratorio" proprio in merito ad esperimenti su di un gene mutato e presente nel 15% dei casi di leucemia mieloide acuta. Ben cinque articoli "scientifici" a firma di Francis Collins (direttore del National Center for Human Genomic Research di Washington, e che gestisce 244 milioni di dollari della ricerca statunitense) hanno divulgato un clamoroso falso. Certo, si trovato il colpevole (il capro espiatorio non poteva mancare!), un anonimo studentello che avrebbe manomesso le foto che accompagnavano gli articoli. Strano davvero, visto che il testo era corredato dalle foto e che il luminare avrebbe dovuto accorgersi per tempo della mancanza di correlazione fra quanto scritto e quanto appariva in foto. Ed era cos semplice da scoprire quest'inganno, che bastato un anonimo ricercatore di un giornale scientifico per sollevare un dubbio e scoprire la magagna!

La cosa grave che da questi testi poi scaturiscono deduzioni, analisi, statistiche, ricerche e, dulcis in fundo, finanziamenti; e diventano la foglia di fico per tutti i medici che non hanno n la volont, n la possibilit di provare la veridicit di quanto scritto, pur ben conoscendo la realt di questo habitat scientifico.


a seguire un po' di dichiarazioni di "addetti ai lavori":

Contrariamente alle nostre supposizioni - e anche se i media si guardano bene dal divulgarlo - esiste una grande sfiducia tra gli oncologi riguardo la chemioterapia. Da indagini e questionari si rileva che, ad esempio, tra gli oncologi americani 3 medici su 4 (il 75%) rifiuterebbero qualsiasi chemioterapia, a causa della sua inefficacia e dei suoi effetti devastanti per l'organismo umano.
Ecco alcune delle testimonianze di medici a riguardo:

Nell'anno 1990, ad esempio, il prof. Ulrich Abel, dell''Universit di Heidelberg affermava ((Healing Journal, No. 1-2, Vol. 7): "sebbene i farmaci chemioterapici portino ad una "risposta", cio ad una diminuzione della massa tumorale, questa riduzione non produce affatto un prolungamento della sopravvivenza del paziente; il cancro, invece, torna pi aggressivo di prima poich la chemio favorisce la crescita di ceppi tumorali resistenti. Inoltre la chemio danneggia gravemente le difese dell'organismo, tra cui il sistema immunitario, spesso i reni e il fegato".
Dopo anni di ricerca in oncologia, Abel arriva ad una conclusione: "Un'analisi bilanciata ed imparziale della letteratura medica mostra un indice di successi terapeutici quasi nullo dei trattamenti impiegati convenzionalmente nel trattare forme avanzate di tumori solidi". Abel conclude, inoltre, dopo avere intervistato centinaia di oncologi: "Quello che pensano realmente, non sembra essere quello che consigliano alla gente".
Abel cita studi che hanno mostrato "che molti oncologi non accetterebbero la chemioterapia se avessero il cancro loro stessi" - The Cancer Chronicles, dicembre 1990.

"Il Dr. Ulrich Abel, epidemiologo tedesco della Heidelberg/Mannheim Tumor Clinic, ha esaustivamente analizzato e passato in rassegna tutti i principali studi ed esperimenti clinici mai eseguiti sulla chemioterapia, ed i suoi risultati andrebbero consultati da chiunque stia per salire sul "Chemio Express".
Abel, per assicurarsi di aver passato in rassegna tutto quello che era stato pubblicato sulla chemioterapia, invi delle lettere ad oltre 350 centri medici di tutto il mondo, invitandoli a spedirgli qualsiasi cosa avessero pubblicato in materia; egli esamin migliaia di articoli, ed improbabile che al mondo esista qualcuno che sull'argomento ne sappia pi di lui.
"L'analisi comport alcuni anni di lavoro, ma i risultati sono sorprendenti: Abel scopr che il tasso mondiale complessivo di esiti positivi in seguito a chemioterapia era 'spaventoso' in quanto, semplicemente, non erano disponibili da nessuna parte riscontri scientifici del fatto che la chemioterapia riesca a "prolungare in modo apprezzabile la vita di pazienti affetti dai pi comuni tipi di cancro organico".
Abel sottolinea che di rado la chemioterapia riesce a migliorare la qualit della vita, la descrive come uno "squallore scientifico" e sostiene che almeno l'80 per cento della chemioterapia amministrata nel mondo priva di qualsiasi valore ed affine agli 'abiti nuovi dell'imperatore', anche se non esiste alcuna prova scientifica che la chemioterapia funzioni, n i medici n i pazienti sono disposti a rinunciarvi! (Lancet, 10 agosto 1991).
Nessuno, fra i principali media, ha mai nemmeno citato questo esaustivo studio: stato completamente insabbiato.
"Alcuni scienziati di stanza presso il McGill Cancer Center (McGill University, Montreal, Canada) inviarono a 118 medici, esperti di cancro ai polmoni, un questionario per determinare quale grado di fiducia essi nutrissero nelle terapie che applicavano. Fu loro chiesto di immaginare di aver contratto essi stessi la malattia e quale delle sei attuali terapie sperimentali avrebbero scelto.
Risposero 79 medici, 64 dei quali non avrebbero acconsentito a sottoporsi ad alcun trattamento che contenesse Cisplatino - uno dei comuni farmaci chemioterapici che applicavano - mentre 58 dei 79 reputavano che tutte le terapie sperimentali in questione fossero inaccettabili, a causa dell'inefficacia e dell'elevato grado di tossicit della chemioterapia".
Philip Day, "Cancer: Why We're Still Dying To Know The Truth", Credence Publications, 2000.

"Non vi alcuna prova che per la stragrande maggioranza dei casi la chemioterapia prolunghi le aspettative di sopravvivenza. Questa la grande menzogna su tale terapia, cio che esista una correlazione fra la riduzione del tumore ed il prolungamento della vita del malato".
Philip Day, "Cancer: Why We're Still Dying To Know The Truth", Credence Publications, 2000.

Nel 1991, l'oncologo Albert Braverman diceva: ".nessun tumore solido che era considerato incurabile nel 1975 curabile oggi. Molti oncologi raccomandano la Chemioterapia per qualsiasi forma di tumore, con aspettative che il sistematico fallimento non scoraggia."
"Molti oncologi raccomandano la chemioterapia per ogni tipo di cancro, con una fede che i quasi continui fallimenti non scuotono"
(Albert Braverman, Medical Oncology in the '90, Lancet, 1991, Vo. 337, pagina 901).

"Se un giorno contrarr il cancro, non mi sottoporr mai a certi protocolli standard per la terapia di questo male. I pazienti tumorali che stanno alla larga da questi centri hanno qualche probabilit di cavarsela".
(professor George Mathe, Scientific Medicine Stymied, Medecines Nouvelles, Parigi).

Riunione del settembre 1994 del President's Cancer Panel.
Il President's Cancer Panel un Ente nato in conseguenza del National Cancer Act, un programma di lotta contro il cancro, firmato da Richard Nixon il 23/12/1971 e per cui si sono spesi fino al 1994 "solo" 25 miliardi di dollari.
John C. Balair III, insigne professore di epidemiologia e biostatistica alla Mc Gill University, uno dei pi famosi esperti di oncologia degli Stati Uniti e dell'intero pianeta, si esprime, alla fine del suo intervento, con queste incoraggianti parole: "Torno a concludere, come feci sette anni fa, che i nostri vent'anni di guerra al cancro sono stati un fallimento su tutta la linea. Grazie e arrivederci".

La maggior parte dei malati di cancro di questo paese (USA) muore a causa della chemioterapia, la quale non elimina i tumori al seno, al colon od ai polmoni. Tale aspetto e documentato da oltre un decennio, e tuttavia i medici utilizzano ancora la chemioterapia per combattere questi tumori.
(Allen Levin, MD, UCSF, The Healing of Cancer, Marcus Books, 1990)

Se contraessi il cancro, non ricorrerei mai ad un centro standard per la cura di tale malattia. I malati di cancro che stanno alla larga da questi centri hanno qualche probabilita di farcela.
(Prof. Charles Mathe, Esperto in oncologia, su Medicine Nouvelles, Paris 1989)
Il dr. Sardina Jones, docente presso lUniversita di California, dopo aver analizzato per molti decenni le statistiche relative alla sopravvivenza al cancro, ha tratto la seguente conclusione: ."quando non vengono curati, i malati non peggiorano, o addirittura migliorano. Le inquietanti conclusioni del dr. Jones non sono mai state confutate.
(Walter last, giornalista che scrive sul The Ecologist)
"Molti oncologi raccomandano la chemioterapia praticamente per qualsiasi tipo di tumore, con una fiducia non scoraggiata dagli insuccessi pressoche costanti.
(Albert Braverman, MD, medical Oncology in the 90s, Lancet 1991, vol.337, p.901).
Nonostante il diffuso impiego della chemioterapia, negli ultimi 70 anni, il tasso di mortalita da cancro al seno non e variato. (Thomas Dao, MD, New England Journal of Medicine, marzo 1975, vol.292, p.707).

"I noti e pericolosi effetti collaterali di questi farmaci sono diventati la quarta causa di morte, dopo l'infarto, il cancro e il colpo apoplettico".
(Journal of the American Medical Association, 15 aprile 1998)

Il Dr. Ralph Moss autore di: The Cancer Industry, denuncia le convenzionali politiche sanitarie relative al cancro. In una intervista nello studio radiofonico di Laura Lee (1994), affermo: In fin dei conti, non vi e alcuna prova che la stragrande maggioranza dei casi la chemioterapia prolunghi le aspettative di sopravvivenza, e questa e la piu grande menzogna su tale terapia, cioe che esista una correlazione fra la riduzione del tumore ed il prolungamento della vita del malato.
"I nostri pi efficaci protocolli sono gravidi di rischi, di effetti collaterali e di problemi pratici. Dopo che tutti i pazienti che abbiamo curato ne hanno pagato lo scotto, solo un'esigua percentuale di essi viene ricompensata da un effimero periodo di regressione tumorale, generalmente parziale".
(Edward G. Griffin, "World Without Cancer", American Media Publications, 1996)
"Il Dr. Ulrich Abel, epidemiologo tedesco della Heidelberg/Mannheim Tumor Clinic, ha esaustivamente analizzato e passato in rassegna tutti i principali studi ed esperimenti clinici mai eseguiti sulla chemioterapia. Abel scopr che il tasso mondiale complessivo di esiti positivi in seguito a chemioterapia era scioccante in quanto, semplicemente, non erano disponibili da nessuna parte riscontri scientifici del fatto che la chemioterapia riesca a "prolungare in modo apprezzabile la vita dei pazienti affetti dai pi comuni tipi di cancro organico."
Abel sottolinea che di rado la chemioterapia riesce a migliorare la qualit della vita, la descrive come uno squallore scientifico e sostiene che almeno l'80% della chemioterapia somministrata nel mondo priva di qualsiasi valore. Ma, anche se non esiste alcuna prova scientifica che la chemioterapia funzioni, n i medici n i pazienti sono disposti a rinunciarvi. - Lancet, 10 agosto 1991

Nessuno, fra i principali media (nel mondo), ha mai nemmeno citato questo esaustivo studio che e stato silenziosamente e .completamente insabbiato !.
"Quando ricorriamo allassistenza del piu accorto dei medici, e probabile che costui faccia affidamento ad una verita scientifica" la cui infondatezza diventera manifesta nellarco di pochi anni. (Marcel Proust)

Il dottor Hardin Jones, docente alla University of California, dopo aver analizzato decenni di statistiche sulla sopravvivenza da cancro, giunto a questa conclusione: "Quando non curati, i pazienti non peggiorano, e magari migliorano".
Queste scomode conclusioni del dottor Jones non sono mai state confutate.
(Walter Last, The Ecologist, marzo-aprile 1998)


Nella chemioterapia, la ciclofosfammide non altro che un iprite chelata che viene introdotta nell' organismo, http://www.aimac.it/informazioni/profili/visualizza.php?id_articolo=716
Peccato che nelle controindicazioni nascondano che e' cancerogeno.....
Luso a lungo termine della ciclofosfamide pu causare problemi di fertilit e aumento del rischio di neoplasie - http://www.printo.it/pediatric-rheumatology/information/Italia/15.htm
Ciclofosfamide: cancerogeno lInternational Agency for Research on Cancer (IARC) ha classificato alcune sostanze come cancerogene o come potenzialmente cancerogene.
(Tab. 2) IARC 1987 http://www.eupharma.org/pubbli/galli.pdf
da: http://www.dogpile.com/info.dogpl/search/web/Ciclofosfamide%2Bcancerogeno
Cyclophosphamide is on the Hazardous Substance List because it is cited by DOT, IARC, NTP and EPA. This chemical is on the Special Health Hazard Substance List because it is a CARCINOGEN, a MUTAGEN and a TERATOGEN. A carcinogen is a substance that causes cancer.
http://www.state.nj.us/health/eoh/rtkweb/0587.pdf
da: http://www.dogpile.com/info.dogpl/search/web/cyclophosphamide%2Bmutagen
C'e' qualcosa che non quadra nella pratica medica per il cancro.
La prossima volta che vi chiedono di fare delle Donazioni ad organizzazioni per la "ricerca" sul cancro, tenete presente che il Vs. denaro verra' utilizzato per sostenere un'industria che molti scienziati hanno giudicato un fallimento legalizzato ed altri una frode.
Tratto da "Morte per trattamento medico" 2003, Nexus n44, pag. 29

Ci sono altri oncologi che non si curerebbero con le cure che fanno ai loro pazienti:
http://www.garynull.com/Documents/Spectrum/afraid_of_their_own_medicine.htm
http://www.shirleys-wellness-cafe.com/cancer.htm
Townsend Letter for Doctors & Patients, Jan 1998; Spectrum, Mar/April 1998


mi fermo qui, anche perch ho tanto di quel materiale ch la met basterebbe per inchiodare il server di bibivu...

Io sto mentendo. (Eubulide, V secolo a.C.)

Author Mikim 23/03/12 - 13:42
IPID: E8A7B9EA28
Non ho letto niente del tuo corsivo, non ho tempo n testa in questo momento.
Ti potrei far notare che ho commentato solo il primo video, in cui di cure naturali -e di teorie alternative- non si fa nemmeno cenno, per cui difficilmente avrei potuto confutare/sostenere le loro teorie.
Ma il tuo astio mi basta e avanza, per cui la chiudo qui.
Ti dico solo che per un medico la morte di un paziente sempre una sconfitta, e dato che non siamo noi a fare le medicine, essere tacciati di tutte le colpe che tu elenchi nei tuoi post pi che offensivo, veramente umiliante.
Facciamo quel che possiamo con ci che abbiamo a disposizione, e d'altronde dovendo curare tanti, si inizia con l'ampio spettro. Non mi aspetto che tu capisca, ti racconto solo di un caro amico di famiglia che nella stessa condizione del tuo amico -causata da una retto colite ulcerosa, ma il resto non cambia- ha scelto di affidarsi a nutrizione, aloe e altri rimedi naturali. Non ti racconto la sua morte, perch le morti son tutte differenti e tutte uguali. Te ne ho parlato solo perch anche i tuoi splendidi rimedi naturali sono spesso fallimentari, con l'aggravante che la persona che fa una cura tradizionale spesso invogliata ad associare cure alternative, quantomeno nell'idea che "se non aiuta male non fa", chi si rivolge alla cura alternativa come unico bene rifiuta la cura tradizionale, con risultati spesso tragici. Amen.
*Miki*

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