Hobbies and Sports Lettura, Cucina...sport? What's??
Favorite Food Dolci (mmhhh...tiramisù....) e pizza
Favorite Songs "A te" (Jovanotti), "I'm your man" (L.Cohen)
Favorite Books "Il Piccolo Principe", "11 minuti", tutto Pirandello e la Littizzetto
I Love dialogo, rispetto, ironia
I Hate arroganza, egoismo, superficialità, egocentrismo
Strengths disponibile, comprensiva
Weaknesses testarda, permalosa
Free Space
Mi auguro di conoscere qui persone che come me sappiano cosa vuol dire non avere la taglia 42 ma che siano consapevoli che il valore di una persona non dipende da quanto pesa!
A volte tendo a dimenticarlo anch'io...specie quando - come ora - mi ritrovo a chiedermi come e quando siano tornati i pochi chili che avevo faticosissimamente eliminato! :(
Ormai sono qui da diversi giorni, come ogni neofita ho la curiosità e l'entusiasmo di partecipare alle discussioni, di conoscere persone nuove e capire come la pensano.
Ho già un dialogo molto bello con 2 ragazze molto simpatiche e intelligenti.
Mi aveva colpito subito il loro sorriso nelle foto perchè entrambe sono di quelle persone speciali che sorridono anche con gli occhi e quando mi hanno contattato ho capito subito che poteva nascere un'amicizia.
L'amicizia non è meno vera solo perchè virtuale, siamo sempre noi stessi anche dietro un monitor e chi inventa balle pensando di essere protetto dall'anonimato è un cazzaro anche nella vita "vera".
Sono entrata in bibivu proprio perchè speravo di poter instaurare un dialogo aperto e sincero e non sono delusa, anche se alcuni si mettono sulla difensiva quando parlo del mio disagio nel mostrare un corpo in cui non mi riconosco...
- Anghio mi vorrei conoscere; sono tandi anni ke ci provo e angora non ò capito come ke sono fatta...Comungue ci vogliamo togliere questa cians?
E comemai, comemai, questo inderessamento?
- Perkè mi sembri profonta
- E' vero. Ma tu...Sai nuotare?
- Perkè?
- Perkè, vedi, io sono così profonta, ke da un certo punto in boi...Non si tocca!
- Ma non ti piace essere toccata?
- Dipente. Prima preferirei essere toccata con le parole
« Chi sei? » domandò il piccolo principe, « sei molto carino... »
« Sono una volpe », disse la volpe.
« Vieni a giocare con me ». le propose il piccolo principe, « sono cosi triste... »
« Non posso giocare con te », disse la volpe, « non sono addomesticata ».
« Ah! Scusa », fece il piccolo principe.
Ma dopo un momento di riflessione soggiunse:
« Che cosa vuoi dire “addomesticare”? »
« Non sei di queste parti, tu », disse la volpe. « che cosa cerchi? »
« Cerco gli uomini », disse il piccolo principe. « Che cosa vuoi dire “addomesticare”? »
« Gli uomini », disse la volpe, « hanno dei fucili e cacciano. È molto noioso! Allevano anche delle galline. È il loro solo interesse. Tu cerchi delle galline? »
« No », disse il piccolo principe. « Cerco degli amici. Che cosa vuol dire “addomesticare”? »
« È una cosa da molto dimenticata. Vuol dire “creare dei legami”... »
« Creare dei legami? »
« Certo », disse la volpe. « Tu, fino ad ora, per me, non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini. E non ho bisogno di te. E neppure tu hai bisogno di me.
Io non sono per te che una volpe uguale a centomila volpi.
Ma se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno l’uno dell’altro.
Tu sarai per me unico al mondo, e io sarò per te unica al mondo ».
La mia vita è monotona. lo do la caccia alle galline, e gli uomini danno la caccia a me.
Tutte le galline si assomigliano, e tutti gli uomini si assomigliano.
E io mi annoio perciò. Ma se tu mi addomestichi, la mia vita sarà come illuminata.
Conoscerò un rumore di passi che sarà diverso da tutti gli altri.
Gli altri passi mi fanno nascondere sotto terra. Il tuo, mi farà uscire dalla tana, come una musica.
E poi. guarda! Vedi, laggiù in fondo, dei campi di grano?
lo non mangio il pane e il grano, per me è inutile,
I campi di grano non m ricordano nulla. E questo è triste!
Ma tu hai dei capelli color dell’oro. Allora sarà meraviglioso quando mi avrai addomesticato.
Il grano, che è dorato, mi farà pensare a te. E amerò il rumore del vento nel grano... »
La volpe tacque e guardò a lungo il piccolo principe:
« Per favore... addomesticami » disse.
«Volentieri », rispose il piccolo principe. « ma non ho molto tempo, però. Ho da scoprire degli amici, e da conoscere molte cose ».
« Non si conoscono che le cose che si addomesticano », disse la volpe.
« Gli uomini non hanno più tempo per conoscere nulla.
Comprano dai mercanti le cose già fatte.
Ma siccome non esistono mercanti di amici, gli uomini non hanno più amici.
Se tu vuoi un amico addomesticami »
« Che bisogna fare?» domandò il piccolo principe.
« Bisogna essere molto pazienti », rispose la volpe.
« In principio tu ti sederai un po’ lontano da me, Cosi, nell’erba.
Io ti guarderò con la coda dell’occhio e tu non dirai nulla.
Le parole sono una fonte di malintesi.
Ma ogni giorno tu potrai sederti un po’ più vicino... »
Il piccolo principe ritornò l’indomani.
« Sarebbe stato meglio ritornare alla stessa ora », disse la volpe.
« Se tu vieni, per esempio, tutti i pomeriggi alle quattro, dalle tre io comincerò ad essere felice.
Col passare dell’ora aumenterà la mia felicità.
Quando saranno le quattro, incomincerò ad agitarmi e ad inquietarmi; scoprirà il prezzo della felicità!
Ma se tu vieni non si sa quando, io non saprò mai a che ora prepararmi il cuore... Ci vogliono i riti ».
« Che cos’è un rito? » disse il piccolo principe.
« Anche questa, è una cosa da tempo dimenticata », disse la volpe.
« È quello che fa un giorno diverso dagli altri giorni, un’ora dalle altre ore.
Così il piccolo Principe addomesticò la volpe.
E quando l’ora della partenza fu vicina:
Ah! » disse la volpe, « ... piangerò ».
« La colpa è tua », disse il piccolo principe,
« io non ti volevo far del male, ma tu hai voluto che ti addomesticassi... »
« È vero », disse la volpe.
« Ma piangerai! » disse il piccolo principe.
« È certo », disse la volpe.
« Ma allora che ci guadagni? »
« Ci guadagno », disse la volpe, « il colore del grano .
« Addio », disse la volpe. « Ecco il mio segreto. È molto semplice:non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi ».
« L’essenziale è invisibile agli occhi », ripeté il piccolo principe, per ricordarselo.
« È il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa cosi importante ».
« È il tempo che ho perduto per la mia rosa... » sussurrò il piccolo principe per ricordarselo.
« Gli uomini hanno dimenticato questa verità. Ma tu non la devi dimenticare.
Tu diventi responsabile per sempre di quello che hai addomesticato. Tu sei responsabile della tua rosa...
( "Il Piccolo Principe", Antoine de Saint-Exupéry )