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 Il giardino di Rosalba
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General
rosabianca 
Created 02/08/04 - 02:22
Last Modified 17/05/18 - 20:27
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Additional Information
Hobbies and Sports
lettura, cinema, teatro, pasticceria, cucina tradizionale e etnica
Favorite Food
risotti e piatti con verdure, pesci, carni e verdure al barbecue
Favorite Songs
tutto il repertorio di Lucio Battisti e alcuni cantautori
Favorite Books
letteratura italiana e americana, in particolare Steinbeck
I Love
la vita, le persone in generale, i bambini, la bellezza, la musica e l'arte in senso ampio
I Hate
la falsità, l'ipocrisia, la grettezza e la vanità
Strengths
vitalità, sincerità e grande apertura mentale
Weaknesses
spesso "sentenzio" troppo sulla vita degli altri
Free Space
RIECCOMI QUI… :)

Dopo circa otto anni, penso sia il caso di aggiungere qui alcune note di aggiornamento, anche perché non sono più una cinquantenne, ahimè, ma dal 6 aprile 2018, una 61enne!
Per tanti motivi, ormai soprattutto per il legame di amicizia e stima che mi legava a Fabrizio Parrella, sono molto affezionata a questa pagina. Preferisco però spiegare meglio il senso del mio restare qui. In realtà io non amo chattare, lo faccio solo in via eccezionale, e in particolare non cerco nuovi amici lontani perché già vivono lontano da me tutti i miei familiari e alcuni carissimi amici. Mi considererei fortunata se attraverso questo mezzo riuscissi a trovare qualche nuova amicizia nella vita reale, quindi inevitabilmente fra i miei concittadini (catanesi). Alla fine, l’ho già detto in passato, considero il mio profilo qui come un messaggio chiuso in una bottiglia e affidato alle misteriose acque dell’oceano, che non si può mai sapere da chi possa essere trovato e letto. Forse è una visione un po’ romantica dell’esistenza, lo ammetto, ma questa mi appartiene.
Anche in un profilo “anonimo” come questo tutto quello che scrivo di me, a partire da età, nome e altre informazioni personali, è vero. Pur di non mentire, preferisco omettere. E, usando una ragionevole prudenza che mi spinge a non mettere a rischio la mia serenità e la mia vita, non ho nulla da nascondere, neppure dei miei errori passati perché non me ne vergogno e in un certo senso non mi appartengono più, perché oggi sono una persona diversa.
Non sono sposata, sono nubile, e non ho figli. Mi viene sempre chiesto come mai io abbia fatto questa scelta. In realtà non c’è mai stata una precisa scelta, soltanto è questa la direzione che ha preso la mia vita, senza che io ne fossi consapevole. Ho vissuto storie importanti, ho amato, credo di essere stata anche amata, ho vissuto alcune passioni intense e coinvolgenti e sono felice di avere fatto queste esperienze. Quando una passione è vera, totale e condivisa ti porta a “uscire” quasi al di fuori di te stesso, in una sorta di osmosi con il partner, e di vedere l’esistenza da un altro punto di vista. Certo la fine di una passione spesso è dolorosa però vale sempre la pena viverla.
Sono una persona complessa, multisfaccettata, che non ama la superficialità e non apprezza chi si ferma all’esteriorità di una persona e non guarda all’essere. Le mie esperienze di vita, i viaggi che ho avuto la possibilità di fare, le persone straordinarie che ho incrociato durante il percorso, il mio voler essere sempre me stessa, senza cercare di uniformarmi agli stereotipi imperanti, ma esprimendo la mia unicità di essere umano, mi hanno arricchita e questo mi permette oggi di guardare al prossimo in modo diverso. Nell’altro cerco sempre la sua verità, il suo essere, se posso usare in questo contesto una parola desueta: la sua anima. E credo che questo porti a una selezione naturale perché sono pochi gli esseri umani che cercano questo confronto.
Grazie sempre ai pazienti lettori. Testo postato il 17 maggio 2018.
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:)Rosalba
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Eccomi! A cambiare ancora una volta la mia presentazione per far sì che questo testo mi rappresenti, modificandosi di pari passo con le mie evoluzioni. Sono infatti una persona in perenne costruzione, il mio cantiere è sempre aperto e io lavoro alacremente a strutturare la mia personalità, a smussare alcuni aspetti del mio carattere, a migliorarmi per trasformarmi nel tempo in una creatura che mi piace sempre di più, più fedele possibile alla vera me stessa, senza sovrastrutture mentali, senza maschere, unica e irripetibile. Come lo sono tutti gli esseri umani, anche quelli che non ne sono consapevoli.

Al contrario di quanti (troppi!) fanno di tutto per perdere le proprie caratteristiche peculiari uniformandosi a un modello o gruppo per confondersi e cercare così di vincere la paura di vivere, io sono lanciata nella sfida di essere me stessa! È un cammino lungo e difficile perché nella società occidentale, dominata dai media e da trend di consumo dettati dalle lobby di potere, essere se stessi significa andare spesso controcorrente, esporsi a giudizi impietosi, sentirsi dei diversi. Ma nel tempo, per fortuna, ci si abitua a lasciarsi scivolare addosso gli sguardi critici e la cattiveria altrui, assaporando la gioia di scavare nella stupefacente miniera del nostro essere e portare alla luce le gemme preziose che ciascuno di noi possiede.

Da laica aspirante cristiana quale mi ritengo, perché il vero cristiano è santo (invece io sono una creatura assolutamente imperfetta), sostenuta da una Fede che considero il Dono più grande che io abbia ricevuto, credo che il nostro compito sia quello di lavorare a noi stessi per migliorarci, per diventare persone sempre più oneste, nel senso più ampio del termine, per recuperare la nostra spontaneità originaria e tornare a fidarci del prossimo, “facendoci bambini” per essere degni figli di Dio.

Essendo una mente libera, una freelance nella professione e nella vita, e amando comunicare, chi mi contatta può essere sicuro di trovare in me un’interlocutrice pronta a dialogare su qualunque argomento. Sono aperta e tollerante oltremisura, ma non accetto che la maggior parte degli uomini desuma, per il semplice fatto che io abbia dei profili in social network come questo, che io sia una donna sessualmente disponibile. Non “caccio” nessun uomo, meno che mai sono preda! Non sto qui per rimorchiare o farmi sedurre. E non certo perché mi senta troppo vecchia! Amo la vita, amo l’eros e so apprezzare il piacere, ma non consumo sesso inteso come rapporto fra corpi perché non mi interessa.

Credo che eros e sesso siano un meraviglioso strumento di comunicazione fra due esseri umani, che in modo giocoso possono esplorare insieme i sentieri del piacere. Ma non potrei mai (mai!) avere al mio fianco un uomo e desiderarne il corpo senza desiderare la persona, senza provare per lui sincero interesse, stima, amicizia, affetto. So bene che a venti, trent’anni si cerchi la soddisfazione di impulsi sessuali pressanti che fanno agire senza stare troppo a pensarci. Spesso si cerca di fare sesso con una persona che piace senza neppure rendersi conto che si voglia usarla e lasciarsi usare allo stesso modo. Comprendo che questo da giovani sembri una realtà terribilmente eccitante. La sola idea di scoprire un corpo sconosciuto, un modo, chissà, diverso di baciare, di accarezzare si traduce in un intrigo emozionante. Lo so bene, non l’ho dimenticato.

Ma io adesso sono una over 50 che, pur avendo una natura passionale, è cresciuta, ha delle ricchezze interiori che vuole condividere, nutre il desiderio di aprirsi e di fare dono di sé completamente, anima e corpo. Non posso disgiungere le due realtà del mio essere, non più! Sono ormai un tutt’uno inscindibile, com’è giusto che sia a una certa età. E confesso che spesso non è facile, che mi procura fatica e a volte anche dolore il confronto con persone superficiali, che non mi degnano di nessuna vera attenzione, vorrebbero solo artigliare il mio corpo in un abbraccio fisico, per poi salutarmi più indifferenti di prima.

Perdonate la citazione, senza velleità narcisistiche o presunzione, dal Maestro Gibran: “Meglio sarebbe se io fossi un albero senza fiori e senza frutti, giacché la pena dell’abbondanza è più amara d’ogni sterilità, e il dolore del ricco da cui nessuno prende è più grande dell’afflizione del mendicante a cui nessuno dà. Meglio se io fossi un pozzo, asciutto e inaridito e, dentro, la gente mi gettasse pietre; giacché questo sarebbe più agevole da tollerare, piuttosto che essere una fonte d’acqua viva mentre la gente passa e non beve. Meglio se io fossi una canna calpestata sotto i piedi, giacché ciò sarebbe preferibile all’essere una lira dalle corde d’argento in una casa in cui il padrone non ha dita e i cui figli sono sordi”.

Sono certa che qualche lettore o lettrice, anche in un social network dedicato alle “donne morbide” come questo, si possa a questo punto stupire che una donna della mia “stazza” si trovi addirittura a dover respingere le attenzioni maschili. Per alcuni una persona col mio fisico è solo una cicciona da compatire! Ma, a prescindere dallo stare bene dentro la propria pelle, che non è prerogativa solo dei magri, sorprendentemente le forme femminili sovrabbondanti attirano tantissimi uomini di tutte le età, molti di più di quanti si possa comunemente immaginare. Però spesso questi uomini pensano che una donna extralarge sia anche una donna emarginata e repressa, che quindi le loro attenzioni siano le uniche che lei riceva e si aspettano quasi gratitudine per la semplice ragione di farla oggetto del loro interesse. E pure che lei sia pronta a dispensare con slancio i suoi favori. Invece io non accetto di dialogare con chi dimostra interesse per le mie forme e solo per quelle. Sono una persona, non un corpo!

Il senso della mia presenza qui nasce dalla mia vocazione alla socialità, dalla mia passione per la rete che ha rivoluzionato il mio lavoro di giornalista, dalla mia attitudine alla comunicazione. Considero queste parole un messaggio in una bottiglia virtuale affidato alle acque dell’oceano internet. Solo che queste acque sono affollatissime e il messaggio viene letto da tanti. Spero che uno di questi giorni arrivi a un interlocutore sensibile e intelligente, che sappia leggere oltre le parole e arrivare al mio cuore. È già successo perché in rete ho incontrato alcune persone meravigliose, amici che amo riamata, come la mia dolcissima Milly, una creatura speciale, un’adolescente che considero una figlia spirituale.

E, in conclusione, signori uomini, per favore, quando mi contattate, piuttosto che la taglia del reggiseno chiedetemi delle mie letture recenti, vi accorgerete che avremo di che dialogare con reciproco arricchimento. Piuttosto che farmi il terzo grado sui miei gusti sessuali, informatevi sulle mie performance fra i fornelli, spaziando dalla sfoglia con verdure amare, pinoli e uvetta al maxipanzarotto imbottito di crema, dalle polpettine di melanzane con patate e basilico alla torta di mandorle frangipane, dal rotolo di spinaci e ricotta al trionfo di una millefoglie al pistacchio. Piuttosto che indagare sulle dimensioni del mio lato B, chiedetemi delle mie fantastiche avventure di vita.

Per esempio, come accadde che, andando a Roma solo poche ore per lavoro, sia finita a Istanbul, per una incredibile vacanza di tre giorni del tutto gratuita, in una dimensione quasi da fiaba. Oppure come mi trovai per caso, nel 1996, a Cavour, nel Torinese, a sfilare con sei diversi abiti davanti a migliaia di persone, per uno stilista americano specializzato in abiti oversize. O, ancora, perché e con chi feci un viaggio pazzesco di circa 15 giorni, passando dai meno 10° di temperatura di Chicago ai più 36° di Città del Messico, con una sosta di un paio di giorni a Guadalajara, per poi tornare ancora a Chicago, col suo bel metro di neve!

Confesso che ho vissuto. E le mie innumerevoli avventure, meravigliose o meno che siano state, basterebbero già oggi a rendere interessanti almeno quattro o cinque vite. E, se Dio vorrà, se avrò tempo da vivere, salute, energie e la stessa passione, lo stesso amore, lo stesso incanto per la gente, i luoghi e la conoscenza, chissà cos’altro ancora mi aspetta in questo straordinario, difficile ma meraviglioso cammino chiamato Vita.

Grazie a tutti i coraggiosi e pazienti che sono arrivati a leggermi sin qui. Testo postato in questo sito il 12 ottobre 2010.
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:)Rosalba

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